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martedì 13 agosto 2013

Osservazioni presentate da PO per la variante al Regolamento Urbanistico



GRUPPO CONSILIARE
PROGETTO ORIGINARIO LISTA CIVICA

Spett. Sig. Sindaco Comune di Volterra, Marco Buselli



OGGETTO: OSSERVAZIONI (AI SENSI DELLA L. R. 1/2005) ALLA VARIANTE GESTIONALE DEL RU DI VOLTERRA adottata con Del. N° 30 C.C. Del 16/04/2013 e pubblicata sul B.U.R.T. In data 29/05/2013



Considerazioni Generali

La prima considerazione generale scaturisce dal contenuto della relazione della curatrice del processo partecipativo: “ Il processo partecipativo intitolato “L’urbanistica a piedi per Volterra” ha previsto più appuntamenti, articolati con metodi e impegni orari diversi, così da consentire ai cittadini di poter scegliere forma di coinvolgimento più gradita; nonostante questo la partecipazione dei “semplici cittadini” è stata piuttosto bassa (una decina di persone in tutto). Difficile capire se le motivazioni siano attribuibili al fatto che l’urbanistica è solitamente percepita come una materia un po’ ostica, da addetti ai lavori, oppure alla fiducia comunque riposta nell’operato dell’Amministrazione, più semplicemente, a una scarsa pubblicizzazione dell’iniziativa.”. Una decina di persone in tutto può essere considerato  un numero assolutamente insignificante rispetto alla comunità volterrana e va effettivamente ricercata la ragione per la quale così pochi cittadini si siano interessati ai temi in questione. Possono essere fatte alcune ipotesi: la prima è che, come conferma l'opinione espressa su vari mezzi di comunicazione della categoria dei tecnici dell'edilizia volterrani, gli incontri conoscitivi non siano stati pubblicizzati. Un'altra è che i cittadini non ripongano fiducia nell'amministrazione che li ha promossi oppure che i temi trattati nella variante non siano temi sentiti da chi abita il territorio. Ognuna di queste ipotesi dovrebbe fornire spunti di riflessione.

Un 'altra osservazione generale, che deriva direttamente dall'ultima ipotesi espressa sopra riguardo alla scarsa partecipazione concerne uno dei temi che in campagna elettorale era molto sentito dagli elettori e su cui il candidato Buselli si spese nel programma, dicendo che li avrebbe cancellati: gli SD (Schemi Direttori). Essi erano considerati dalla Lista Civica strumenti non adatti alla realtà di Volterra perchè implicavano interventi coordinati pubblico-privati poco plausibili nella nostra piccola realtà. Dal programma amministrativo “ Affinché non vengano esclusi i soggetti locali che lavorano nell’ambito dell’edilizia dai principali progetti previsti nelle aree a trasformazione (le nuove zone edificabili), si dovrà ripensare il ricorso all’uso dei Piani Complessi d’Intervento, limitandone l’uso solo ove davvero necessario (SD 1 ed SD 3). Per le restanti aree dovrà essere previsto il ricorso di strumenti più agili, quali i piani attuativi,guidati attraverso le linee di eventuali schede normative (con le quali si potranno predisporre progetti alla portata degli operatori edilizi volterrani)”. Una variante del genere non è coerente con ciò che era stato annunciato nel programma elettorale. Non è stato modificato nulla di rilevante: ci si è limitati a deperimetrare alcuni pezzi di territorio e a toglierli dagli SD assegnando loro un intervento diretto.

Ultima, breve, considerazione di carattere generale riguarda i tempi della Variante: è noto che il vigente RU è stato approvato nel 2009 e che, quindi, secondo le procedure canoniche indicate nella L.R. 1/2005, l'Amministrazione avrebbe già dovuto avviare le procedure per la sua revisione quinquennale. Tale revisione, che prevede la valutazione di ciò che è stato realizzato e di ciò che è rimasto sulla carta è un momento molto importante per apportare modifiche al RU e per aggiornarne il quadro conoscitivo in modo da approdare ad uno strumento attualizzato e auspicabilmente utile. In questa ottica si sarebbe dovuto procedere ad una revisione accurata del RU e utilizzare quel momento progettuale per inserire i contenuti che invece si sono voluti esplicitare con una variante gestionale tardiva ed onerosa dal punto di vista delle risorse pubbliche impiegate.

Osservazioni specifiche sulle norme variate:

OSSERVAZIONE N°1 :

Art. 51 bis c. 1  delle Norme di Attuazione del RU
Ampliamento cimitero: l'area in cui si prevede l'ampliamento presenta notevole delicatezza dal punto di vista geologico, per l'orografia del versante e soprattutto perché non risulta siano stati fatti studi di approfondimento per verificare la presenza di una falda idrica e la sua eventuale profondità. Si chiede, quindi, di portare avanti uno studio geologico accurato prima di progettare l'ampliamento dell'area cimiteriale.


OSSERVAZIONE N°2 :

Art. 95 bis c. 2  delle Norme di Attuazione del RU
Rispetto alle schede per gli edifici agricoli non classificati indicare il "risanamento conservativo" come attuale  intervento ammissibile è francamente poco tutelativo: con il risanamento si ammette, infatti, un intervento che può comprendere anche il cambio di destinazione d'uso. Sarebbe meglio inserire norme di salvaguardia che ammettessero interventi fino alla “manutenzione straordinaria” e se il proprietario ritiene di poter ottenere una abilitazione per interventi ulteriori dovrebbe presentare istanza per classificare il suo immobile, come prevedono le norme alla fine del medesimo comma 2.

OSSERVAZIONE N°3 :

Art. 95 bis c. 3  delle Norme di Attuazione del RU
Per la presentazione di istanza di classificazione dell'edificio da parte del privato non sembra corretto affermare che “In caso di approvazione della classificazione proposta, essa verrà ratificata dal Consiglio Comunale senza che tale procedura costituisca variante al presente RU
La ratifica del Consiglio Comunale di per sé significa che lo strumento urbanistico è stato variato e  questo implica l’obbligo di affrontare l'iter canonico di una variante con adozione, osservazioni dei privati (magari i confinanti a quell'edificio da schedare avrebbero qualcosa da ridire.....), controdeduzioni e approvazione.


OSSERVAZIONE N°4 :

Art. 98  c.4 delle Norme di Attuazione del RU
Non si capisce come mai si inserisca un progetto così fumoso all'interno della variante e perchè non si decida di sottoporre l'area a un piano di recupero. La giunta non è un organo che possa decidere in autonomia “...procedure da seguire, i contenuti e le caratteristiche degli interventi e delle funzioni ammissibili, le priorità di interesse generale e in particolare la funzionalità del sistema degli spazi pubblici e di uso pubblico, con specifico riguardo al sistema della mobilità e della sosta”. In simili ambiti è utile che le decisioni politiche siano integrate da competenze tecniche specifiche e che il piano fosse inserito in un più ampio ragionamento urbanistico. L’obiettivo può essere raggiunto predisponendo  un piano di recupero ad hoc.

OSSERVAZIONE N°5 :

Art. 122 delle Norme di Attuazione del RU
La  SS 68 fa parte delle grandi vie di comunicazione che vengono individuate nello strumento urbanistico sovraordinato al RU, quindi nel Piano Strutturale: per inserire ex novo o variare il percorso di una arteria del genere si deve far ricorso a variante al PS.

OSSERVAZIONE N°6 :

Art. 127 delle Norme di Attuazione del RU
Nuove edificazioni

Come considerazione generale a questo articolo si può affermare che non è giustificabile la previsione di ulteriore nuova edificazione dal momento che il mercato immobiliare è fermo da diversi anni, che non sono partiti neppure gli interventi di realizzazione di nuovi alloggi che erano già inseriti nel RU e che in Volterra sono presenti numerosissimi appartamenti vuoti.
La variante prevede nuova edificazione per un totale di 5.550 mq di SUL  per un numero max di 32 alloggi: numeri francamente eccessivi per essere inseriti in una variante gestionale che (lo dice il nome) ha lo scopo di migliorare l'operatività dello strumento urbanistico e non di ripianificare o ampliare l'offerta abitativa del comune. Per fare questo sarebbe necessaria una analisi mirata ad aggiornare il quadro conoscitivo del RU e verificare se ci sono le condizioni sociali e di mercato che giustifichino un incremento delle volumetrie da realizzare all'interno di questo RU. Se si considera che ogni 5 anni il RU deve essere revisionato per legge, era auspicabile attendere la naturale fase di revisione per prevedere eventuali volumi nuovi.

NE16
Area residenziale in zona San Felice:
l'area interessata dalla variazione è adiacente all'attuale polo scolastico di San Felice che, con la previsione di variante, vedrà per sempre compromessa ogni opportunità di un ampliamento, nel caso in cui in futuro ci fosse bisogno di ulteriori attrezzature scolastiche. Per tale motivo risulta urbanisticamente irrazionale occupare con edilizia residenziale, ancorchè PEEP, questa area.


NE 20
Costruzione della caserma della Guardia di Finanza: non sembra una collocazione urbanisticamente coerente, perchè l'area, che si trova vicinissima allo Stadio Comunale, presenta una vocazione ad impianti sportivi. Ne è conferma il fatto che il campo da calcio presente attualmente sull'area è molto frequentato e non sarebbe certamente gradita una sua soppressione, visto il suo uso come campo di calcio complementare allo Stadio.


OSSERVAZIONE N°7

Art. 129 comma 15 delle Norme di Attuazione del RU
Area a trasformazione dei  Macelli

L'individuazione dell'area ex Macelli come polo ad attrezzature pubbliche o di uso pubblico merita uno studio più approfondito e delle specifiche più chiare: cosa si vuole inserire in questi immobili? Se si pensa ad un quartiere fieristico per mostre o eventi (come l'amministrazione ha talvolta ipotizzato in via informale) si deve stare molto attenti nella valutazione degli accessi all'area. Attualmente la viabilità che conduce ai Macelli non è in grado di contenere grossi flussi e la zona non è nemmeno in grado di soddisfare necessità di sosta aggiuntive.

OSSERVAZIONE N°8

Art. 137 c. 5delle Norme di Attuazione del RU
Nuovo impianto di distribuzione di carburante sulla SS 68 nei pressi del podere Sasso Gianni

Non a caso all'interno della norma che prevede questa nuova infrastruttura si parla di mitigazione degli impatti paesaggistici: l'area presenta, infatti, un notevole pregio dal punto di vista del paesaggio e dell'ambiente naturale. A fronte di queste peculiari caratteristiche e considerando che un impianto di distribuzione carburanti, secondo le normative vigenti, deve essere realizzato su ampi spazi e deve prevedere ampie distanze dalla viabilità, viene da chiedersi se è davvero necessaria la sua previsione in quest'area. Sicuramente sarebbe urbanisticamente più coerente posizionare il nuovo impianto più vicino al centro abitato o comunque presso zone già urbanizzate. Considerazioni del genere sono decisamente ovvie e ampiamente consolidate: infatti, sono state mosse anche da cittadini e tecnici che hanno preso parte agli incontri conoscitivi in sede di predisposizione della variante, ma di essi finora non è stato tenuto conto.


OSSERVAZIONE N°9

Art. 19 delle Norme di Attuazione del RU
Realizzazione di un invaso artificiale

Si chiede di cancellare la previsione riportata all'Art. 19 delle Norme di RU per le sopravvenute conoscenze derivate  dallo studio condotto dai professori Molli e Cerrina, scaturito dalla Convenzione tra WWF e CNR di Pisa, che hanno evidenziato carenze nel quadro conoscitivo di supporto al progetto del Lago di Puretta e significative fragilità dell'area fino a poco tempo fa non considerate. 
Inoltre di recente sono state individuate soluzioni per l’approvvigionamento idrico alternative decisamente meno impattanti e meno costose, tali da poter considerare del tutto superata questa previsione.



I consiglieri

Fabio Bernardini


Luigi Antonio Cocucci


Sonia Guarneri


Vera Trinciarelli


lunedì 22 ottobre 2012

Un penoso scaricabarile



Da quando è esplosa Benzinopoli, a Buselli sono letteralmente saltati i nervi. In un primo momento ha indirizzato dalle colonne dei giornali un implicito rimprovero ai dipendenti, perché hanno consentito l'accesso ad atti pubblici ai consiglieri di Progetto Originario. Dimenticandosi che c'è una legge dello Stato che garantisce questa prerogativa ai rappresentanti dei cittadini che siedono in Consiglio Comunale, in ossequio al sacrosanto diritto di controllo che dobbiamo esercitare sulla pubblica amministrazione. Un sindaco, anche se infuriato, non può certo pretendere che i dipendenti comunali ostacolino il lavoro delle minoranze.
Adesso leggiamo che è arrivato perfino a gettare ombre sui dipendenti comunali circa le sottrazioni di carburante dall'auto delle istituzioni in dotazione al Comune. Un falso clamoroso e maldestro, perché tutti sanno che la Brava, la cosiddetta “macchina del sindaco”, è l'auto riservata al sindaco e ai suoi assessori.
Dal momento in cui la maggioranza è stata colta con le mani nel sacco, non fa certo onore al sindaco Buselli tentare di salvare il suo “cadreghino” con questo maldestro tentativo di scaricabarile.    
Minacce e scaricabarile non sono soluzioni: serve solo una doverosa assunzione di responsabilità. Possono esserci solo due motivi per arrivare ad affermare pubblicamente simili amenità. O il sindaco ha sbagliato mestiere e pensa di trovarsi sul trono dello zar di tutte le Russie, oppure la situazione è talmente compromessa che si trova sull'orlo di una crisi di nervi.

Luigi Antonio Cocucci, Progetto Originario
 

martedì 8 maggio 2012

Cardiologia: basterà manifestare?


E' giusto manifestare per l'imminente accorpamento del reparto di Cardiologia con la Medicina Generale, ma capiamo anche come è stata resa possibile quest'ultima “riorganizzazione ospedaliera”. Il documento di programmazione locale sulla sanità si chiama “Protocollo per le Politiche Sanitarie di Zona”. Nella sua prima stesura, del marzo 2011, il Protocollo fu approvato dal Consiglio Comunale di Volterra all'unanimità. Alla voce “Cardiologia” il Protocollo sanciva l'impegno dell'azienda Usl 5 a “mantenere gli attuali livelli di operatività e di assistenza”. Il Sindaco Buselli, in seguito ad 8 mesi di trattativa con il direttore generale Damone, riportò nel novembre 2011 in Consiglio Comunale una versione del Protocollo pesantemente modificata. In quest'ultima stesura, tra altre gravi modifiche al ribasso, ogni impegno rispetto al reparto di Cardiologia risultava scomparso. Anzi, la parola stessa “Cardiologia” risultava completamente cancellata dal documento. Ritenendo che questo reparto rivesta un'importanza chiave per l'ospedale locale, il gruppo di Progetto Originario propose un emendamento al testo portato da Buselli, in cui si recuperasse l'impegno a “mantenere i livelli di operatività e di assistenza del reparto”. L'emendamento fu sorprendentemente bocciato dal gruppo di Uniti per Volterra, proprio il partito del Sindaco (atti del Consiglio Comunale del 28 novembre 2011, decimo punto all'o.d.g.). Questo fu uno dei principali motivi per cui il nostro gruppo, Progetto Originario, non si sentì autorizzato a confermare il voto di marzo, quindi non approvò la versione del Protocollo modificata al ribasso. Continuiamo a pensare, infatti, che il reparto di Cardiologia e l'Unità di Terapia Intensiva Cardiologica (UTIC) ad esso collegato siano punti di forza del nostro ospedale, sia per la qualificazione che offrono in termini di risposta alle patologie acute sia per le garanzie fornite al vicino centro per la riabilitazione cardiologica (Auxilium Vitae). E' facile capire che indebolendo il reparto di Cardiologia, si pregiudica anche il futuro della riabilitazione cardiologica, le cui eccellenti condizioni di sicurezza vengono garantite, in buona parte, dalla vicinanza di una UTIC in perfetta efficienza. Pensiamo che non fosse difficile da immaginare che eliminando dal Protocollo ogni esplicita garanzia riguardo al ruolo di Cardiologia, l'Amministrazione Comunale consentisse di fatto al direttore Damone di “riorganizzare” il reparto a suo piacere. Purtroppo non si tratta di un reparto qualsiasi: questo riveste un'importanza strategica per l'ospedale e per Auxilium Vitae. Oggi, dunque, per difendere Cardiologia e l'UTIC non ci resta che manifestare in piazza, perché non disponiamo di un Protocollo d'intesa con la Usl 5 che offra precise garanzie a riguardo. Incrociamo le dita e speriamo ardentemente che manifestare basti!

 Luigi Cocucci, Progetto Originario

lunedì 7 novembre 2011

«Interessi pubblici mescolati a quelli privati»

VOLTERRA. La grande paura di Luigi Cocucci e di tutto il gruppo di Progetto Originario è che gli interessi pubblici siano sempre piu’ mescolati con quelli privati. Non di tutti, ma di qualcuno. «Mi fa pensare che si parla spesso della presenza di un imprenditore locale in compagnia di assessori, anche Orsi  ci fa riferimento quando ricostruisce l’incontro avuto con Moschi a Castiglioncello dove gli avrebbe dato documenti secondo lui scomodi sul parcheggio di Docciola». Cocucci non puo’ non tirar fuori, di nuovo la questione ghiaie di Puretta. Materiale che il Comune prima - quando ancora c’era Bernardini assessore - richiede, poi dopo rinuncia lasciando il materiale a disposizione di 3 privati: l’agriturismo Palagetto, la società Nencini di Cecina che utilizza argille per fare mattoni e la società Coedil, che potrà accogliere il materiale in funzione di precisi accordi tra le parti pubbliche e il privato. Tutte queste tre realtà sono legate al gruppo Granchi, leader del settore edile.

«Orsi sindaco ombra della città»

 VOLTERRA. «Orsi ha ragione a dire che era il sindaco ombra di Volterra». Chiaro, perentorio e con la voglia di articolare la sua affermazione: lui è Luigi Cocucci, ex consigliere con delega uscito dalla maggioranza a fine 2010 insieme a Vera Trinciarelli e agli ex assessori Fabio Bernardini e Sonia Guarneri con cui ha dato vita al gruppo di opposizione Progetto Originario.
 Viene direttamente chiamato in causa dall’imputato Emanuele Orsi, il super esperto dai titoli fasulli che conquista a parole la piena fiducia del sindaco Buselli e dell’assessore Paolo Moschi, oltre a due incarichi pubblici come presidente della casa di riposo Santa Chiara e come amministratore unico di Asav. Per lui la giunta volterrana conia addirittura l’incarico di consigliere politico personale di Moschi, appunto.
 E proprio secondo Orsi, Cocucci sarebbe stato nel mirino di una manovra architettata proprio dall’amministratore che si occupa di opere pubbliche per chiederne le dimissioni, da parte della lista civica Uniti per Volterra - così è avvenuto.
 Oggetto del contendere il business dei parcheggi e alcuni documenti sul posteggio interrato di Docciola di cui Cocucci ha una percentuale di proprietà, che Moschi avrebbe consegnato a Orsi a Castiglioncello il 7 gennaio 2011 alla presenza di un imprenditore (il super consulente era già indagato e Moschi aveva dichiarato in consiglio comunale nel novembre 2010 di non avere piu’ contatti con lui), con lo scopo di diffonderli.
 Tornando alla questione di Orsi-sindaco ombra, Cocucci conferma. E racconta alcuni aneddoti delle segrete stanze - ma forse ce ne erano altre piu’segrete - a sostenere la tesi che a livello decisionale Orsi era l’asse portante di un triangolo a prova di dissenso, con il sindaco Marco Buselli e l’assessore alle opere pubbliche. «Ogni volta che dovevamo decidere qualcosa in giunta, il sindaco arrivava con chiare decisioni preconfenzionate, in cui i margini di confronto erano ridotti al lumicino», racconta. Con l’andar del tempo - questa corsia preferenziale a tre è andata avanti fino al settembre 2010 periodo in cui il nostro giornale ha scoperchiato il caso - in giunta qualcuno comincia a farsi domande e a chiedere. «Come presidente del S.Chiara e amministratore di Asav Orsi non veniva mai in giunta a relazionare quel che faceva, noi lo chiedevamo al sindaco ma a lui non sembrava preoccupare la cosa. Morale della favola non sapevamo ufficialmente niente di che faceva, ci informavamo attraverso i dipendenti». E anche alle riunioni dell’Aato rifiuti non veniva incaricato l’assessore all’ambiente Fabio Bernardini a presidiare, bensì Emanuele Orsi. «Il sindaco incaricava Orsi di andare, e poi non veniva mai a informare la giunta di quel che faceva, con il beneplacito del sindaco», conclude Cocucci.
- Francesca Suggi

lunedì 24 ottobre 2011

La politica del declassamento


Il declassamento unilaterale e arbitrario che ha coinvolto 12 consorzi stradali su 19 rappresenta, a differenza di quanto dichiarato dall'assessore Costa, una scelta politica chiara e ben definita, ma non ponderata. L'assessore Costa cerca di sfuggire dalle sue responsabilità, sostenendo che a fondamento della scelta di trasformare le strade consorziate da uso pubblico a privato non vi sia un preciso indirizzo politico, come si legge sul Tirreno del 18 ottobre.  Ma, documenti alla mano, è facile provare il contrario. La decisione è stata presa all'unanimità, quindi anche con il suo voto,  dal principale organo politico dell'Amministrazione, la Giunta Comunale, con delibera N°153 del 20/09/2011. Che oltretutto vara il declassamento con provvedimento immediatamente eseguibile. Tanto più che lui stesso presiede la Commissione Comunale per le Strade, sulle cui valutazioni fa leva il provvedimento deliberato dalla Giunta Comunale. Un'analoga Commissione esisteva anche nella precedente Amministrazione, ma aveva maturato decisioni opposte. Fermo restando la componente tecnica ciò che è mutato nella commissione strade è soltanto la parte politica che  ha fornito gli attuali indirizzi. Una decisione sbagliata che coinvolge oltre 300 frontisti, declassando più di 26 Km di strade e arterie secondarie, prezioso tessuto connettivo per questo territorio. Un taglio mai visto prima, calato dall'alto sulla testa dei cittadini, che vorrebbe nascondersi dietro al dito della veste tecnica. Rappresenta invece una chiara scelta politica, come sempre improvvisata, che illustra  a meraviglia l'idea di territorio dominante nell'attuale maggioranza, tutta rivolta solo e soltanto agli aspetti decorativi e formali del centro storico. 
Una decisione inaccettabile che, se non ci saranno marce indietro, impugneremo in tutte le sedi. Infatti, consideriamo inammissibile che un provvedimento simile, venga assunto saltando completamente la fase di consultazione e mediazione con i diretti interessati, messi al corrente soltanto a cose fatte. Salvo  ricorrere a scuse e giustificazioni dell'ultimo minuto per rettificare qualche dettaglio, magari scaricando la responsabilità su improbabili “refusi” della segretaria o del tecnico di turno. Un metodo troppo spesso esibito dalla maggioranza, pronta a defilarsi davanti a questioni che per essere risolte avrebbero richiesto tempo e sacrificio. Più semplice e sbrigativo cercare di chiudere la partita unilateralmente, senza rendere partecipi i cittadini e tanto meno il Consiglio Comunale. Ancora una volta scontiamo l'assenza di programmazione, elemento cardine di qualsiasi progetto politico sensato. Senza, continuiamo ad assistere ad un crescendo di decisioni improvvisate e superficiali, aggravate dal cambio frequente degli obiettivi.

Luigi Cocucci – Progetto Originario

lunedì 17 ottobre 2011

La nuova politica per le strade secondarie

I rappresentanti dei consorzi stradali, fino ad un anno fa, venivano ascoltati e coinvolti nelle scelte strategiche del Comune che li riguardavano più o meno direttamente. Le problematiche principali da qualche anno a questa parte sono state essenzialmente tre: la mancanza di statuti e regolamenti, la copertura a mezzo di un'adeguata polizza assicurativa anche a tutela dei frontisti e la riscossione incompleta delle cartelle. Alla fine del 2010, dopo un giro di assemblee, tutti i consorzi votarono nuovi strumenti e procedure mirati a risolvere le questioni più annose. Cercammo a questo modo di dare una reale svolta operativa, anche per aiutare presidenti e frontisti nella difficile gestione ordinaria. Questo tentativo, ovviamente, comportò anche  il necessario impegno economico da parte di tutti. Oggi apprendiamo che l'atteggiamento dell'Amministrazione è completamente cambiato e che quegli sforzi stanno per essere vanificati. Con la delibera di Giunta 153 del 20 settembre 2011, è stato deciso in maniera arbitraria, senza alcun confronto con gli utenti, che dodici strade su diciannove perdano la classificazione di uso pubblico e vengano di conseguenza declassate. Una decisione calata dall'alto, per sganciare nel prossimo futuro l'Amministrazione da ogni responsabilità circa quello storico patrimonio costituito dalla viabilità secondaria e scaricare così sui frontisti tutti i costi di manutenzione. L'Amministrazione, per risparmiare qualche migliaio di euro, abbandona i cittadini a loro stessi, non preoccupandosi né della gestione del territorio nel suo complesso né del reale servizio pubblico che tali strade svolgono quotidianamente.
Un taglio drastico che riguarda più di 25 km di strade, che ricadrà su molte famiglie. Ma se chi vive in campagna risentirà direttamente della nuova politica della Giunta volterrana, gli amanti del territorio  in genere dovrebbero preoccuparsi. Con questa scelta, infatti, c'è la seria possibilità che molte delle strade in questione vengano sbarrate e chiuse al pubblico transito, impedendo così a tutti l'accesso a vaste zone del Volterrano, rinomate per l'escursionismo, la raccolta dei funghi o la caccia. L'intenzione è chiara: in tempo di crisi le poche risorse rimaste verranno dilapidate nel tentativo di abbellire il centro, dimenticando che il nostro Comune è il più esteso della Provincia di Pisa e, come tale, necessita di attenzione costante sul territorio.

Luigi Cocucci – Progetto Originario

venerdì 17 dicembre 2010

Un Progetto aperto a tutti

Martedì scorso al cinema Centrale, Progetto Originario ha tenuto il suo primo incontro pubblico. Nonostante il freddo pungente siamo soddisfatti della partecipazione dei cittadini. Presenti,  tra il pubblico, i rappresentati dei  partiti di opposizione, il Sindaco, il Vicesindaco e alcuni consiglieri di maggioranza. Assenti, nonostante l’invito, i rappresentati del nuovo consiglio della Lista Civica Uniti per Volterra coi quali ci saremo volentieri confrontati. 
Ha aperto la serata l’assessore uscente Bernardini che ha ripercorso le principali tappe dell’amministrazione civica di Volterra di quest’ultimo anno e mezzo: dalla nascita della Lista Civica ai principali eventi che hanno condotto alla nascita di Progetto Originario fino all’uscita dalla Giunta.
La Lista Civica, nata come soggetto trasversale ed indipendente da formazioni politiche tradizionali e quindi privo di collante ideologico, necessitava, per poter procedere come movimento politico e come forza di governo, di altri presupposti che furono individuati nel metodo di lavoro, basato sulla condivisione, la partecipazione e la trasparenza. In omaggio a questi principi fu elaborato il programma di governo e furono assunti gli impegni con gli elettori. Purtroppo questi presupposti sono stati via via disattesi. L’abbandono del metodo della condivisione ha condotto l’amministrazione ad inanellare una serie di errori certamente non imputabili all’inesperienza. A cominciare dall’episodio delle dimissioni del professor Furlanis, l’architetto di fama internazionale e collaboratore stabile di alcuni Ministeri tra i quali quello ai Beni Culturali, ideatore di progetti che potevano rilanciare un settore strategico per Volterra come quello della cultura. L’inizio di una nuova fase del festival Volterrateatro (con l’istituzione di una direzione artistica composta da una commissione di esperti di livello internazionale), l’apertura di una scuola di teatro d’arte drammatica, una legge speciale per il museo Guarnacci, solo per citare qualche esempio, erano progetti a cui stava lavorando il professor Furlanis. Altro “incidente di percorso” il licenziamento dell’assessore all’Urbanistica Fambrini, professionista competente ed estremamente motivato che aveva sposato la causa della Lista Civica divenendone subito anche un iscritto, colpevole secondo il Sindaco di inefficienza per non aver prodotto la variante del regolamento urbanistico, quando in realtà era il suo capitolo di bilancio a non prevedere i fondi per procedere il tale direzione. Ulteriore tegola il licenziamento del direttore generale comunale, Patrizia Nuzzi, che ha vanificato il lavoro di mesi per la necessaria riorganizzazione del personale. La mancata riorganizzazione provocherà, in combinazione con la nuova legge finanziaria, l’ingessamento della macchina comunale, inibendo ogni possibilità di progressione di carriera, di assunzione e di ricambio in caso di pensionamento.
L’assessore uscente Guarneri ha concentrato il proprio intervento sulle problematiche legate all’approvazione del bilancio di previsione 2010 e sulla figura di Orsi, sul suo ruolo politico, di amministratore unico di ASAV nonché di presidente del S. Chiara. Un ruolo politico, contrastato internamente, ma che per più di un anno è stato oggettivamente assai influente nelle decisioni strategiche assunte dall’amministrazione, come ha dichiarato apertamente lui stesso. Come presidente del S. Chiara, azienda di servizi alla persona, ha evitato accuratamente di condividere o anche solo confrontare gli indirizzi da assegnare all’azienda con l’assessore di competenza e tanto meno con la Giunta. Il consigliere Cocucci ha infine illustrato, in un breve ma incisivo intervento, gli aspetti legati alla situazione critica del bilancio comunale e al piano triennale delle opere pubbliche. Un piano di interventi mirato ad obiettivi di immagine piuttosto che alla concretezza.  Cocucci ha poi sottolineato che l’esigua entità delle risorse a disposizione del Comune di Volterra avrebbe dovuto consigliare di concentrarsi su poche opere finanziabili di vera utilità: un nuovo asilo nido, l’edilizia popolare, un parcheggio.
 Questo vuole essere solo il primo episodio di un percorso di confronto con i cittadini e con le organizzazioni locali sulle problematiche della zona.  L’uscita dalla Giunta degli assessori Guarneri e Bernardini, a partire dal 31 di dicembre, inaugurerà una nuova fase nel percorso dell’attuale amministrazione assieme a nuove prospettive per la città.

Progetto Originario Lista Civica

venerdì 3 dicembre 2010

L’OMBRA DELL’ORSO

"Il Tirreno" 3 Dic. 2010
Dall’annuncio delle nuove nomine al S. Chiara, il sig.\dott. Orsi ha sentito l’esigenza rivelare le “sue” verità. Prima di tutto vorrei ribadire a tutti che tale soggetto mi è stato presentato da Paolo Moschi come: “laureato alla Bocconi ed esperto di bilanci sia privati che pubblici” (e questo, come tutti sanno, lo ha portato ad essere Presidente dell’Azienda Santa Chiara, Amministratore unico di ASV, consulente politico particolare dell’assessore Moschi ed altro ancora). Tutt’ora, però, non sappiamo né chi sia veramente, né chi l’abbia mandato da noi e soprattutto non conosciamo perché sia venuto. Essendoci diversi dubbi proviamo ad elencare le cose certe: non è laureato alla Bocconi e non sta lavorando a nessun dottorato in quell’ateneo dove non lo hanno nemmeno mai censito come studente; tantomeno risulta laureato alla statale di Milano; non ha mai lavorato per la ditta Fontana, non ha mai lavorato per la ditta Roland Berger ; non è mai stato impegnato in missioni “out of area” con la Guardia di Finanza e non è nemmeno tante altre cose che lui stesso ha dichiarato non solo al Comune ma anche ad altre aziende sia pubbliche che private. L’unica cosa che accomuna tutti i curricula a suo nome è l’assenza della firma, che prudentemente lo mette in condizione di affermare la non paternità di tali documenti.
Verosimilmente, sentendo quanto si vocifera, è uno che alla soglia dei trent’anni ha capito che da laureato si sarebbe proposto meglio, quindi si è presentato presso il “Link Malta Campus” e, con una somma  minore di quanto avrebbe speso al CEPU, ha “preso” una laurea breve in scienze politiche (o similare). Risulterebbe dunque essere venuto a Siena per chiedere il riconoscimento del titolo, ed infine, sempre a Siena, si dovrebbe essere poi iscritto per conseguire una specialistica ….. poi, probabilmente, nessuno l’ha più visto nei dintorni dell’ateneo.
Nello svolgimento del suo compito di consulente politico ha anche scritto e/o  corretto innumerevoli articoli, pubblicati anche da questo settimanale, a volte tramite prestanome talvolta sotto pseudonimo, attaccando tra gli altri parte di quella maggioranza che avrebbe dovuto sostenere ( Furlanis,  Fambrini, Bernardini, ect.).
Con questi presupposti e con queste credenziali, mi chiedo che cosa abbia oggi da scrivere. Prima di esternare qualsiasi tipo di pensiero, sarebbe meglio che chiarisse a tutti chi è realmente, visto che nel momento topico del suo caso non ha avuto il coraggio di presentarsi alla Giunta per fornire le dovute spiegazioni. Mi sarei quantomeno aspettato un minimo di pudore da uno cha ha portato il nome di Volterra alla ribalta sulle prime pagine dei quotidiani nazionali, e non  per motivi lusinghieri!
Ma perché ha taciuto per mesi rendendosi irreperibile e ora sente l’esigenza di scrivere contro il Sindaco, dipingendolo come un debole privo di idee, e contro gli esponenti di  Progetto Originario, oltre a Gazzarri e Tonelli, definiti persecutori del “povero” Assessore Moschi?
Conoscendolo, prima di uscire allo scoperto, avrà cercato di garantirsi qualche forma di protezione e sarebbe interessante verificare dove lavora oggi e chi sono gli assessori che dichiara di frequentare ancora.
Può darsi che uno dei suoi obiettivi sia contrastare il neo-presidente del S. Chiara, Renato Bacci. Si spiegherebbero così le dimissioni ad orologeria di numerosi membri del CdA e l’uscita di una serie di messaggi sulla stampa, più o meno espliciti, a proposito del suo presunto piano industriale sul S. Chiara e sulle alleanze che voleva predisporre allo scopo. Probabilmente l’intenzione è quella di continuare ad essere l’uomo ombra dell’Azienda. Un ruolo che sicuramente si addice al personaggio. 

Luigi Cocucci