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lunedì 20 aprile 2015

I dati della raccolta differenziata




Alcune assemblee organizzate sul territorio dall’amministrazione comunale ed aventi ad oggetto la sensibilizzazione dei cittadini alla raccolta differenziata, danno l’occasione per fare il punto sul tema.
Il comune di Volterra si caratterizza da anni per bassissime percentuali di raccolta differenziata che, come si vede dal grafico sotto, oscillano intorno al 30-33% del totale conferito. Il dato non è privo di conseguenze non solo sul piano ambientale ma anche di bilancio.
Il comune infatti sostiene maggiori costi per il conferimento in discarica di materiale che avrebbe dovuto essere oggetto di raccolta differenziata e contemporaneamente non percepisce le maggiori entrate che deriverebbero dalla vendita di alcune frazioni di rifiuto, come la carta.  Inoltre il mancato raggiungimento degli obiettivi minimi di raccolta differenziata imposti dal D.Lgs 152/06 (evidenziati nel grafico sotto con colorazione chiara) comporta l’applicazione di una addizionale del 20% al tributo speciale a carico dei comuni non virtuosi per l’eccessivo smaltimento in discarica (tributo pari per il 2015 a circa € 135.000,00). Costi su cui l’erario può rivalersi, come è accaduto a Recco (Genova), dove nel  maggio 2013  la magistratura contabile ha condannato gli amministratori a risarcire il Comune per il danno arrecato dalla mancata assunzione di idonee iniziative per rimediare agli scarsi risultati proprio sulla raccolta differenziata.
L’esperienza di altri comuni dimostra che le iniziative di sensibilizzazione hanno senso e producono effetti apprezzabili  se accompagnate, da un lato, dall’attivazione di servizi mirati come l’estensione del porta a porta o la diffusione capillare delle campane stradali di raccolta e, dall’altro, da azioni mirate come la promozione del compostaggio domestico, gli acquisti verdi, le incentivazioni del vuoto a rendere, le eco-feste ect.
Ad oggi nulla si è fatto in questa direzione né evidentemente si intende farlo nel 2015, visto che i documenti di programmazione di prossima approvazione in Consiglio Comunale non recano alcun stanziamento né riportano alcun progetto in tal senso.
L’unica cosa certa, anche per quest’anno,  è l’ulteriore aumento della tariffa sui rifiuti del 10%.
Progetto per Volterra

I dati del grafico e dell’articolo sono dati ufficiali del comune di Volterra estratti dal Piano Finanziario del Servizio di Gestione Rifiuti 2015.

martedì 20 gennaio 2015

Occhio agli alberi......ovvero gli alberi ci guardano!



"Noi pensiamo sempre che gli alberi sono cose che si possono tagliare per fare legna... Dunque a questo albero ho messo gli occhi... Li ho messi per mio nipote, così che gli potevo spiegare che questo albero ha vita. Tutto ha diritto a vivere, anche quest'albero, e anche se un giorno andrà tagliato, perché altrimenti cadrà sulla casa, bisognerebbe almeno parlargli e chiedergli scusa" (Tiziano Terzani).


Con questa nostra iniziativa nel mettere gli occhi agli alberi vogliamo richiamare l’attenzione dei cittadini sull’importanza che ha il nostro verde urbano nel contesto della nostra città ed esprimere la nostra contrarietà sull’avvenuto abbattimento di molti alberi sani ad alto fusto, rei solo di non piacere all’attuale amministrazione comunale e sulla potatura selvaggia di arbusti e di grandi alberi, effettuata in maniera alquanto dilettantistica, senza alcun criterio e rispetto verso la pianta, sia dal punto di vista ornamentale, sia dal punto di vista della sua conservazione, della sua storia e del contesto in cui si trova.

Le nostre aree verdi urbane, i nostri grandi alberi, con la loro biodiversità vegetale e animale ad esse associate, oltre a giocare un ruolo importante nel paesaggio della nostra città e rendere più gradevole la nostra permanenza in città e quella dei nostri ospiti, i turisti, soddisfano importanti esigenze ricreative e sociali della vita dei cittadini, mitigano gli impatti prodotti dalla presenza di edifici e di infrastrutture e forniscono un importante effetto di protezione e di tutela del nostro fragile territorio.

Gli alberi, si sa, crescono molto lentamente. Durante la loro lunga esistenza accompagnano quella di diverse generazioni di cittadini.  Ed ogni grande albero ha la sua storia. Non c’è da stupirsi quindi che molte persone, come noi, siano seriamente preoccupate per quello che sta accadendo dentro le mura della nostra città e nella nostra periferia.  

Speriamo quindi che dopo questa ondata di proteste l’attuale amministrazione comunale faccia una seria riflessione sul suo modo di agire e cambi così il suo modus operandi sulla gestione e sulla manutenzione di questo bene comune, che ricordiamo è patrimonio di tutti noi, tramandato da generazioni e generazioni e per le generazioni a venire. Non riteniamo giusto che azioni così devastanti possano essere compiute a libero arbitrio da un’amministrazione di turno, soggetta quindi al gusto e ai capricci di pochi. Qualsiasi intervento, sia dalla messa a dimora di nuovi alberi, sia al modo in cui vengono potati, ma tanto più l’abbattimento dei grandi alberi influirà fortemente ed irrimediabilmente sul paesaggio cittadino.

Ad alto rischio sembrano essere purtroppo la maggior parte dei grandi alberi ad alto fusto che ornano la nostra città e la nostra periferia, perché considerati, aimè, non autoctoni, cioè non appartenenti alla flora selvatica del nostro territorio e rischiano quindi di essere sostituiti da giovani alberi autoctoni. Ma anche questi, abbiamo visto, non sono sicuri dall’azione del taglio e delle potature selvagge…

Con questo tipo di operato si lasciano indelebili segni ma anche un chiaro e non rassicurante messaggio sull’educazione delle nuove generazioni, ai bambini. Così si degrada un importante bene comune ad un qualcosa “usa e getta”, intercambiabile secondo il gusto dell’amministrazione di turno, dimenticando anche che l’albero è una creatura viva e in quanto tale da rispettare. E, per citare di nuovo il filosofo Terzani, “l’albero e tutto ciò che lo circonda fa parte come noi dello spettacolo della vita e deve essere trattato con amore”.

Progetto per Volterra




martedì 13 agosto 2013

Osservazioni presentate da PO per la variante al Regolamento Urbanistico



GRUPPO CONSILIARE
PROGETTO ORIGINARIO LISTA CIVICA

Spett. Sig. Sindaco Comune di Volterra, Marco Buselli



OGGETTO: OSSERVAZIONI (AI SENSI DELLA L. R. 1/2005) ALLA VARIANTE GESTIONALE DEL RU DI VOLTERRA adottata con Del. N° 30 C.C. Del 16/04/2013 e pubblicata sul B.U.R.T. In data 29/05/2013



Considerazioni Generali

La prima considerazione generale scaturisce dal contenuto della relazione della curatrice del processo partecipativo: “ Il processo partecipativo intitolato “L’urbanistica a piedi per Volterra” ha previsto più appuntamenti, articolati con metodi e impegni orari diversi, così da consentire ai cittadini di poter scegliere forma di coinvolgimento più gradita; nonostante questo la partecipazione dei “semplici cittadini” è stata piuttosto bassa (una decina di persone in tutto). Difficile capire se le motivazioni siano attribuibili al fatto che l’urbanistica è solitamente percepita come una materia un po’ ostica, da addetti ai lavori, oppure alla fiducia comunque riposta nell’operato dell’Amministrazione, più semplicemente, a una scarsa pubblicizzazione dell’iniziativa.”. Una decina di persone in tutto può essere considerato  un numero assolutamente insignificante rispetto alla comunità volterrana e va effettivamente ricercata la ragione per la quale così pochi cittadini si siano interessati ai temi in questione. Possono essere fatte alcune ipotesi: la prima è che, come conferma l'opinione espressa su vari mezzi di comunicazione della categoria dei tecnici dell'edilizia volterrani, gli incontri conoscitivi non siano stati pubblicizzati. Un'altra è che i cittadini non ripongano fiducia nell'amministrazione che li ha promossi oppure che i temi trattati nella variante non siano temi sentiti da chi abita il territorio. Ognuna di queste ipotesi dovrebbe fornire spunti di riflessione.

Un 'altra osservazione generale, che deriva direttamente dall'ultima ipotesi espressa sopra riguardo alla scarsa partecipazione concerne uno dei temi che in campagna elettorale era molto sentito dagli elettori e su cui il candidato Buselli si spese nel programma, dicendo che li avrebbe cancellati: gli SD (Schemi Direttori). Essi erano considerati dalla Lista Civica strumenti non adatti alla realtà di Volterra perchè implicavano interventi coordinati pubblico-privati poco plausibili nella nostra piccola realtà. Dal programma amministrativo “ Affinché non vengano esclusi i soggetti locali che lavorano nell’ambito dell’edilizia dai principali progetti previsti nelle aree a trasformazione (le nuove zone edificabili), si dovrà ripensare il ricorso all’uso dei Piani Complessi d’Intervento, limitandone l’uso solo ove davvero necessario (SD 1 ed SD 3). Per le restanti aree dovrà essere previsto il ricorso di strumenti più agili, quali i piani attuativi,guidati attraverso le linee di eventuali schede normative (con le quali si potranno predisporre progetti alla portata degli operatori edilizi volterrani)”. Una variante del genere non è coerente con ciò che era stato annunciato nel programma elettorale. Non è stato modificato nulla di rilevante: ci si è limitati a deperimetrare alcuni pezzi di territorio e a toglierli dagli SD assegnando loro un intervento diretto.

Ultima, breve, considerazione di carattere generale riguarda i tempi della Variante: è noto che il vigente RU è stato approvato nel 2009 e che, quindi, secondo le procedure canoniche indicate nella L.R. 1/2005, l'Amministrazione avrebbe già dovuto avviare le procedure per la sua revisione quinquennale. Tale revisione, che prevede la valutazione di ciò che è stato realizzato e di ciò che è rimasto sulla carta è un momento molto importante per apportare modifiche al RU e per aggiornarne il quadro conoscitivo in modo da approdare ad uno strumento attualizzato e auspicabilmente utile. In questa ottica si sarebbe dovuto procedere ad una revisione accurata del RU e utilizzare quel momento progettuale per inserire i contenuti che invece si sono voluti esplicitare con una variante gestionale tardiva ed onerosa dal punto di vista delle risorse pubbliche impiegate.

Osservazioni specifiche sulle norme variate:

OSSERVAZIONE N°1 :

Art. 51 bis c. 1  delle Norme di Attuazione del RU
Ampliamento cimitero: l'area in cui si prevede l'ampliamento presenta notevole delicatezza dal punto di vista geologico, per l'orografia del versante e soprattutto perché non risulta siano stati fatti studi di approfondimento per verificare la presenza di una falda idrica e la sua eventuale profondità. Si chiede, quindi, di portare avanti uno studio geologico accurato prima di progettare l'ampliamento dell'area cimiteriale.


OSSERVAZIONE N°2 :

Art. 95 bis c. 2  delle Norme di Attuazione del RU
Rispetto alle schede per gli edifici agricoli non classificati indicare il "risanamento conservativo" come attuale  intervento ammissibile è francamente poco tutelativo: con il risanamento si ammette, infatti, un intervento che può comprendere anche il cambio di destinazione d'uso. Sarebbe meglio inserire norme di salvaguardia che ammettessero interventi fino alla “manutenzione straordinaria” e se il proprietario ritiene di poter ottenere una abilitazione per interventi ulteriori dovrebbe presentare istanza per classificare il suo immobile, come prevedono le norme alla fine del medesimo comma 2.

OSSERVAZIONE N°3 :

Art. 95 bis c. 3  delle Norme di Attuazione del RU
Per la presentazione di istanza di classificazione dell'edificio da parte del privato non sembra corretto affermare che “In caso di approvazione della classificazione proposta, essa verrà ratificata dal Consiglio Comunale senza che tale procedura costituisca variante al presente RU”
La ratifica del Consiglio Comunale di per sé significa che lo strumento urbanistico è stato variato e  questo implica l’obbligo di affrontare l'iter canonico di una variante con adozione, osservazioni dei privati (magari i confinanti a quell'edificio da schedare avrebbero qualcosa da ridire.....), controdeduzioni e approvazione.


OSSERVAZIONE N°4 :

Art. 98  c.4 delle Norme di Attuazione del RU
Non si capisce come mai si inserisca un progetto così fumoso all'interno della variante e perchè non si decida di sottoporre l'area a un piano di recupero. La giunta non è un organo che possa decidere in autonomia “...procedure da seguire, i contenuti e le caratteristiche degli interventi e delle funzioni ammissibili, le priorità di interesse generale e in particolare la funzionalità del sistema degli spazi pubblici e di uso pubblico, con specifico riguardo al sistema della mobilità e della sosta”. In simili ambiti è utile che le decisioni politiche siano integrate da competenze tecniche specifiche e che il piano fosse inserito in un più ampio ragionamento urbanistico. L’obiettivo può essere raggiunto predisponendo  un piano di recupero ad hoc.

OSSERVAZIONE N°5 :

Art. 122 delle Norme di Attuazione del RU
La  SS 68 fa parte delle grandi vie di comunicazione che vengono individuate nello strumento urbanistico sovraordinato al RU, quindi nel Piano Strutturale: per inserire ex novo o variare il percorso di una arteria del genere si deve far ricorso a variante al PS.

OSSERVAZIONE N°6 :

Art. 127 delle Norme di Attuazione del RU
Nuove edificazioni

Come considerazione generale a questo articolo si può affermare che non è giustificabile la previsione di ulteriore nuova edificazione dal momento che il mercato immobiliare è fermo da diversi anni, che non sono partiti neppure gli interventi di realizzazione di nuovi alloggi che erano già inseriti nel RU e che in Volterra sono presenti numerosissimi appartamenti vuoti.
La variante prevede nuova edificazione per un totale di 5.550 mq di SUL  per un numero max di 32 alloggi: numeri francamente eccessivi per essere inseriti in una variante gestionale che (lo dice il nome) ha lo scopo di migliorare l'operatività dello strumento urbanistico e non di ripianificare o ampliare l'offerta abitativa del comune. Per fare questo sarebbe necessaria una analisi mirata ad aggiornare il quadro conoscitivo del RU e verificare se ci sono le condizioni sociali e di mercato che giustifichino un incremento delle volumetrie da realizzare all'interno di questo RU. Se si considera che ogni 5 anni il RU deve essere revisionato per legge, era auspicabile attendere la naturale fase di revisione per prevedere eventuali volumi nuovi.

NE16
Area residenziale in zona San Felice:
l'area interessata dalla variazione è adiacente all'attuale polo scolastico di San Felice che, con la previsione di variante, vedrà per sempre compromessa ogni opportunità di un ampliamento, nel caso in cui in futuro ci fosse bisogno di ulteriori attrezzature scolastiche. Per tale motivo risulta urbanisticamente irrazionale occupare con edilizia residenziale, ancorchè PEEP, questa area.


NE 20
Costruzione della caserma della Guardia di Finanza: non sembra una collocazione urbanisticamente coerente, perchè l'area, che si trova vicinissima allo Stadio Comunale, presenta una vocazione ad impianti sportivi. Ne è conferma il fatto che il campo da calcio presente attualmente sull'area è molto frequentato e non sarebbe certamente gradita una sua soppressione, visto il suo uso come campo di calcio complementare allo Stadio.


OSSERVAZIONE N°7

Art. 129 comma 15 delle Norme di Attuazione del RU
Area a trasformazione dei  Macelli

L'individuazione dell'area ex Macelli come polo ad attrezzature pubbliche o di uso pubblico merita uno studio più approfondito e delle specifiche più chiare: cosa si vuole inserire in questi immobili? Se si pensa ad un quartiere fieristico per mostre o eventi (come l'amministrazione ha talvolta ipotizzato in via informale) si deve stare molto attenti nella valutazione degli accessi all'area. Attualmente la viabilità che conduce ai Macelli non è in grado di contenere grossi flussi e la zona non è nemmeno in grado di soddisfare necessità di sosta aggiuntive.

OSSERVAZIONE N°8

Art. 137 c. 5delle Norme di Attuazione del RU
Nuovo impianto di distribuzione di carburante sulla SS 68 nei pressi del podere Sasso Gianni

Non a caso all'interno della norma che prevede questa nuova infrastruttura si parla di mitigazione degli impatti paesaggistici: l'area presenta, infatti, un notevole pregio dal punto di vista del paesaggio e dell'ambiente naturale. A fronte di queste peculiari caratteristiche e considerando che un impianto di distribuzione carburanti, secondo le normative vigenti, deve essere realizzato su ampi spazi e deve prevedere ampie distanze dalla viabilità, viene da chiedersi se è davvero necessaria la sua previsione in quest'area. Sicuramente sarebbe urbanisticamente più coerente posizionare il nuovo impianto più vicino al centro abitato o comunque presso zone già urbanizzate. Considerazioni del genere sono decisamente ovvie e ampiamente consolidate: infatti, sono state mosse anche da cittadini e tecnici che hanno preso parte agli incontri conoscitivi in sede di predisposizione della variante, ma di essi finora non è stato tenuto conto.


OSSERVAZIONE N°9

Art. 19 delle Norme di Attuazione del RU
Realizzazione di un invaso artificiale

Si chiede di cancellare la previsione riportata all'Art. 19 delle Norme di RU per le sopravvenute conoscenze derivate  dallo studio condotto dai professori Molli e Cerrina, scaturito dalla Convenzione tra WWF e CNR di Pisa, che hanno evidenziato carenze nel quadro conoscitivo di supporto al progetto del Lago di Puretta e significative fragilità dell'area fino a poco tempo fa non considerate. 
Inoltre di recente sono state individuate soluzioni per l’approvvigionamento idrico alternative decisamente meno impattanti e meno costose, tali da poter considerare del tutto superata questa previsione.



I consiglieri

Fabio Bernardini


Luigi Antonio Cocucci


Sonia Guarneri


Vera Trinciarelli


domenica 19 maggio 2013

La lunga interruzione di Via Pisana



Sono ormai molte settimane che la strada provinciale per Pisa, la  Via Pisana, è interrotta all'altezza di Mulino d'Era da un esteso dissesto franoso. Il traffico in arrivo è stato deviato lungo la 439 dir per poi risalire a Volterra da Santa Margherita o da Roncolla, attraverso un aggiramento alternativo che come ben sappiamo risulta stretto e tortuoso. Aggravando la già complicata accessibilità a Volterra e alla Val di Cecina. In piena stagione turistica questa interruzione costituisce un danno, che ci penalizza un po' di più ogni giorno che passa. Senza contare che questa strada è la naturale via d'accesso ai principali presidi ospedalieri della nostra Asl, alla sede universitaria di riferimento della zona, all'aereoporto Galilei e a tante altre strutture di importanza primaria.
E' vero che il dissesto che incombe sulla strada è piuttosto imponente, ma è anche vero che da alcuni anni ormai il versante in quell'area risulta instabile e che il primo intervento, eseguito dalla Provincia di Pisa nel 2010, fin dall'inizio non fornì i risultati sperati. Il rimodellamento superficiale, i drenaggi parziali, i teli protettivi ben presto si mostrarono insufficienti a garantire un ritrovato equilibrio del versante, manifestando segnali di dissesto incipiente. Nulla è stato fatto negli ultimi tre anni per migliorare la situazione. Fino al cedimento definitivo di questa primavera, al termine di una stagione piovosa particolarmente intensa e prolungata.
Data l'importanza della strada provinciale nella rete di collegamento della nostra cittadina e dei paesi limitrofi, ci pare chiaro che la Provincia questa volta dovrà garantire la realizzazione di un intervento ben più impegnativo e duraturo. Il versante, per essere reso sicuro, ha bisogno di lavori di consolidamento importanti, affinché il dissesto non si riattivi alle prime gocce di pioggia mettendo di nuovo a rischio la strada e gli automobilisti che la percorrono. E bisogna procedere sollecitamente, per non danneggiare ad oltranza una popolazione e un'economia già duramente provate.
Certo, serviranno fondi abbastanza ingenti. Ma questa è sicuramente una priorità e crediamo che i fondi necessari dovranno essere reperiti, così come lo sono stati in altri casi analoghi occorsi proprio in questo stesso periodo.

Progetto Originario

Riflessioni sul processo Orsi



L'ultima udienza del processo Orsi e recenti rivelazioni giornalistiche hanno riportato sotto i riflettori una vicenda dolorosa e mai del tutto chiarita. Dati per buoni gli stralci del verbale riportati da Il Tirreno con la deposizione del sindaco Buselli rilasciata al cospetto dei magistrati nell'ambito del processo, non possiamo evitare di interrogarci sulle ripetute incongruenze che affiorano dalle azioni e dalle parole del sindaco. Al processo il sindaco, interrogato sul valore del curriculum falsificato di Emanuele Orsi, ha risposto: “Sì il curriculum, però, alla fine quello che conta è la persona, era una nomina fiduciaria: quando l'ho portato nei contesti anche economico-bancari ha fatto, faceva bella figura”.  Affermazioni stupefacenti per un sindaco che, proprio per la vicenda del curricum falso, ha sporto denuncia contro lo stesso Orsi e ha fatto costituire parte civile l'amministrazione comunale. L'incoerenza emerge chiaramente anche rispetto a quanto Buselli aveva dichiarato negli interrogatori precedenti. Infatti, dai verbali del processo risulta che il pm, cogliendo l'incongruenza, chiama il sindaco a precisare: “Questi titoli hanno influito o no sulla nomina? Che poi è quello che ha detto nella fase delle indagini” Buselli, così incalzato, risponde: “Sì, cioè.” E poi di nuovo rettifica: “Voglio essere più chiaro, lui non aveva bisogno di avere un titolo per essere nominato”. A quel punto interviene il Presidente del tribunale: “Vogliamo sapere se è stato fondamentale il titolo di studio per la nomina” E il sindaco: “No, fondamentale no”.
Il sindaco è tornato più volte a rimarcare che la nomina di Orsi era di natura fiduciaria, tanto da spingere il presidente a chiedergli: “Aveva delle regole di riferimento da seguire nella nomina fiduciaria, o poteva nominare una signora che passava e le era simpatica?” Buselli non sa rispondere e cita a sproposito lo statuto del S. Chiara che nella fattispecie non c'entra niente.
Alla luce di queste dichiarazioni del sindaco, ci chiediamo perché abbia prima deliberato in Consiglio Comunale e poi avviato, tramite l'avvocato Altavilla, l'azione a tutela dell'Amministrazione nei confronti di Emanuele Orsi con richiesta dei “danni morali e materiali sofferti”, da cui è scaturito l'attuale procedimento penale?
Scorrendo i verbali processuali riportati dal quotidiano di Livorno emerge il solito Moschi, prontissimo a scaricare sugli altri ogni responsabilità. Infatti, alla precisa domanda dell'avvocato di Orsi, che gli chiede: “Lei ha scelto Orsi come collaboratore senza mai chiedergli neppure un curriculum?”, l'assessore prontamente replica: “Io non l'ho scelto, l'individuazione è stata collegiale, non era solo un mio supporto, era un po' della giunta”. Il che è in tutta evidenza falso e contraddetto da tutti i documenti ufficiali del Comune.
La sensazione che si ricava dall'atteggiamento processuale del sindaco è che permangano molte  ambiguità sui rapporti che legavano lui, Moschi e Orsi. Oggi non ci stupiremmo se la verità  processuali rivelasse che i tre fossero più solidali di quanto è stato detto in un primo momento e che Orsi sia stato soltanto “scaricato” dagli altri due nel momento in cui è emersa platealmente la verità sui suoi falsi titoli.

Progetto Originario













Forse belli, sicuramente addormentati



All'indomani del Consiglio Comunale del 16 aprile, dove fu portata in discussione la Variante al Regolamento Urbanistico, denunciammo su questo giornale le modalità incivili con cui era stato affrontato un argomento così delicato e pieno di implicazioni per la città. Il materiale (733 pagine di argomenti strettamente tecnici senza contare le tavole grafiche e gli atti) era stato recapitato ai consiglieri delle minoranze soltanto 4 giorni prima del Consiglio, impedendo loro, di fatto, di approfondire il tema. Contro ogni logica anche la Commissione Consiliare Ambiente e Territorio fu completamente estromessa da una reale discussione sui nuovi strumenti di pianificazione territoriale comunali. Del resto anche il processo di partecipazione dei cittadini e dei tecnici qualificati, previsto dalla LR 5/2005, è stato carente ed del tutto estemporaneo. A fronte di queste evidenze, durante la discussione in Consiglio Comunale, tutti i gruppi di minoranza chiesero al sindaco di rinviare l'argomento di due settimane, per poter approfondire adeguatamente un tema così importante ma anche per realizzare un minimo di confronto con le realtà più coinvolte. In quell'occasione sostenemmo che due settimane di attesa fossero una bazzecola in confronto ai 4 anni che l'amministrazione Buselli aveva impiegato per predisporre la Variante. Al solito Buselli negò ogni dilazione, a motivo dell'estrema urgenza del provvedimento.
Peccato che, al momento in cui scriviamo, ad un mese di distanza da quella solenne dichiarazione di urgenza del sindaco, apprendiamo che il provvedimento di adozione non è ancora efficace: è rimasto fermo, perché da allora giace in Segreteria in attesa della pubblicazione. La legge, infatti, prevede che l'adozione della Variante abbia inizio dalla data della sua pubblicazione. Una pubblicazione che procede a ritmi di lumaca, visto che manca ancora perfino all'albo pretorio. Ecco, quindi, sbugiardata una volta di più una maggioranza che s'inceppa continuamente lasciando incagliare gli atti per mesi nei propri uffici, salvo poi appellarsi ad una falsa urgenza per negare agli interlocutori legittimi il diritto ad essere informati.

Progetto Originario, il gruppo consiliare