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| La Nazione 12 marzo 2014 |
Progetto per Volterra è una derivazione del gruppo Progetto Originario, nato dalla scissione della Lista Civica Uniti per Volterra. Si è candidato alle amministrative del 2014. Sarà rappresentato in Consiglio Comunale da Sonia Guarneri.
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giovedì 13 marzo 2014
sabato 1 marzo 2014
Stretta sull'Auxilium
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| Il presidente di Auxilium, Ugo Ricotti |
Leggiamo sui quotidiani locali il grido d'allarme
lanciato dal sindacato NurSind sulle conseguenze generate dalla
riorganizzazione in atto nell'importante struttura per riabilitazioni, Auxilium
Vitae. Il sindacato degli infermieri ha segnalato che dal 1° di maggio non
verranno rinnovati gli incarichi (a tempo determinato) a ben 4 infermieri
all'interno di Auxilium. La riduzione del personale infermieristico ricadrà sui
due reparti durante i turni di notte, quello delle neuroriabilitazioni e quello
cardiorespiratorio. Non è difficile capire quanto possa risultare difficile
lavorare con un rapporto di un solo infermiere per 34 pazienti, tra cui molti
in gravi condizioni. La notizia getta una nuova luce sulla riorganizzazione
illustrata qualche settimana fa ai giornali dal presidente di Auxilium, quando
il dr Ricotti (in quota a Rifondazione Comunista) annunciò che non vi
sarebbero stati licenziamenti. Ma, in regime di precariato diffuso, tagliare il
personale non rinnovando i contratti per affermare che non si tratta di
licenziamenti significa ridurre la questione del lavoro ad una mera operazione
semantica. Tra l'altro, a giudicare dalle poche notizie diffuse, non si capisce
dove stia il beneficio dell'annunciata riorganizzazione dell'azienda per le
riabilitazioni. Accorpare specialistiche diverse, tagliare i posti letto,
ridurre il personale sono azioni che definiscono con chiarezza un'operazione al
ribasso, che non si discosta da quanto già visto accadere negli anni recenti
presso alcuni reparti ospedalieri. L'accorpamento delle riabilitazioni
Cardiologica e Respiratoria, se guardiamo alle esperienze già viste con
Chirurgia e Ortopedia, prima, Cardiologia e Medicina, poi, non si configura
certo come un'operazione mirata al miglioramento della qualità del servizio. La
diminuzione dei posti letto, anche in ottica squisitamente economica, si
traduce in una secca riduzione del valore di produzione dell'azienda. Altro
segno non certo positivo.
Due anni fa, avendo appreso delle difficoltà
economiche attraversate da Auxilium Vitae, Progetto Originario chiese di
portare la situazione all'evidenza del Consiglio Comunale, invitando l'allora
presidente Brunale in aula. In
quell'occasione, però, si opposero strenuamente Buselli e la sua lista civica
coadiuvati da Antonella Bassini, sostenendo che gli affari di una Spa non
debbono interessare il Consiglio Comunale. I fatti di oggi dimostrano che il
Consiglio Comunale avrebbe fatto assai bene a gettare un po' di luce su quella
difficile situazione, anticipando i tempi dell'attuale crisi e della
“riorganizzazione” appena annunciata. Pur se con molto ritardo, crediamo che
adesso un confronto sul tema in Consiglio sia improrogabile, per l'importanza
strategica dell'azienda sotto i profili sanitario e sociale per la zona.
Torna, inoltre, in primo piano la nostra recente
proposta di trasferire il comparto delle riabilitazioni all'interno dello
spettro delle attività gestite direttamente dalla Asl 5, quindi nell'ambito
dell'ospedale di Volterra. Una proposta giudicata fattibile dal direttore
Damone e prima di lui anche dalla ex direttrice De Lauretis.
Progetto Originario
venerdì 28 febbraio 2014
martedì 25 febbraio 2014
venerdì 14 febbraio 2014
Un ospedale più solido
Fa
discutere la nostra proposta mirata a prendere in considerazione
l'ipotesi di accorpamento delle strutture riabilitative nel S. Maria
Maddalena di Volterra, per allargare l'ospedale fino a circa 200
posti letto. L'operazione metterebbe il S. Maria Maddalena al riparo
da probabili provvedimenti legislativi del governo, finalizzati alla
soppressione dei cosiddetti “piccoli ospedali” (sostanzialmente
quelli al di sotto dei 100 posti letto). Ricordiamo che lo scorso
dicembre trapelò dagli uffici del Ministero della Salute la lista
dei piccoli ospedali minacciati di chiusura. La lista comprendeva ben
175 nel paese, di cui 12 nella nostra Regione e tra questi troviamo
il S. Maria Maddalena, l’ospedale di Volterra, che con i suoi 55
posti letto è il più piccolo della Toscana dopo l'SPDC Pisano,
l'Amiata Senese e Castel del Piano.
Tra
gli interventi letti in questi giorni sorprende quello del dr
Ricotti, presidente di Auxilium Vitae, che il 5 febbraio presentando
a La Nazione la prossima riorganizzazione di Auxilium spa, dichiara
sul tema dell'accorpamento: “una fusione da un punto di vista
normativo e giuridico non è perseguibile”. Un punto di vista in
perfetta antitesi con quanto già affermato dal Direttore della Asl
5, Damone, che al contrario sullo stesso giornale qualche giorno
prima aveva sostenuto la fattibilità tecnica dell'operazione.
Dopo
quasi due settimane è arrivata, timidissima, la reazione del Pd
locale, che in sede di confronto bilaterale aveva fatto trasparire
una maggiore convinzione. Il comunicato del Pd, infatti, pur
considerando l'accorpamento un'idea
da valutare, si è limitato ad invitare la Regione a riflettere su
questa soluzione. Rimettendo quindi
in altre mani ogni valutazione. E' vero, come dichiara il Pd
volterrano, che “l'organizzazione sanitaria spetta alla Regione”,
ma è altrettanto vero che la politica locale dovrebbe saper pensare
anche con la propria testa, per elaborare soluzioni e proposte adatte
alle esigenze del proprio territorio.
Scontata,
infine, la reazione dell’associazione “Difendiamo l’ospedale”,
sempre aderente come un guanto alle opinioni della Lista Civica
“Uniti per Volterra”. Più realista del re, l'associazione
parlando della fusione tra Auxilium e ospedale, arriva perfino ad
associarla a nuovi tagli. Peccato che da sempre il principale
azionista di Auxilium Vitae spa sia proprio la Asl 5, che di fatto ha
in mano le redini della struttura per le riabilitazioni. Oltretutto,
trattandosi di una società per azioni, dal punto di vista
gestionale, la Asl attualmente può perfino mantenersi le mani più
libere rispetto a quanto accade nelle strutture pubbliche.
Naturalmente
quando viene avanzata una proposta nuova è sempre utile che se ne
parli, che si producano approfondimenti e si confrontino tutti i
punti di vista. Assolutamente benvenute sono le critiche costruttive,
tese a mettere in luce gli eventuali punti di debolezza di un
progetto. Ma sotto questo profilo, finora, ci sembra che la gran
parte degli interventi siano rimasti piuttosto sul generico. I nostri
gentili interlocutori, inoltre, hanno trascurato di fornire una
proposta alternativa, mirata a scongiurare l'ipotesi di partenza.
Ovvero come possiamo attrezzarci, a Volterra, contro un eventuale
taglio dei piccoli ospedali? La domanda è rimasta inevasa da parte
di tutti. Ma è prudente continuare a far finta di niente, di fronte
a reiterati tentativi da parte degli ultimi due governi di imporre
tagli indiscriminati ai piccoli presidi? Poter affermare, domani, che
l'avevamo detto non sarebbe granché consolante.
Progetto
Originario
sabato 1 febbraio 2014
Proposta ospedale: l’apertura di Damone
La scorsa
settimana abbiamo avanzato pubblicamente una proposta in materia di
sanità, chiedendo di ragionare assieme
ai soggetti interessati, politici e non, all'ipotesi di riportare il comparto
delle riabilitazioni cittadine (Auxilium Vitae e nel tempo auspicabilmente
anche Inail) all'interno dell'ambito Asl. L'operazione è mirata a rafforzare e
“compattare” tutte le risorse del settore per mettere al riparo l’ospedale
cittadino dalle sforbiciate delle prossime leggi finanziarie. Difatti i più
recenti provvedimenti governativi in materia sanitaria stanno andando nella
direzione della chiusura per obbligo di legge dei cosiddetti “piccoli
ospedali”, quelli al di sotto dei 100 posti letto. Appena qualche mese fa, col governo
delle larghe intese, sono trapelate su tutti i giornali indiscrezioni sul
possibile taglio di 175 piccoli ospedali e nella lista figurava, tra i primi ad
essere sacrificati, il S. Maria Maddalena di Volterra, con i suoi miseri 55
posti letto ufficiali.
La nostra
proposta mira, quindi, a creare le condizioni “giuridiche” per poter
considerare l'ospedale di Volterra una sola entità con il comparto delle
riabilitazioni, arrivando a gestire, nel tempo,
poco meno di 200 posti letto.
Il direttore
Damone ha pubblicamente risposto alla proposta dalle pagine dalle pagine de La
Nazione il 24 gennaio scorso, giudicandola “interessante, piuttosto complessa”
ma al fin fine “fattibile”, quindi dichiarandosi disposto ad aprire un
confronto con gli altri attori interessati. Questo è un dato molto importante,
sicuramente da non sottovalutare. L’apertura del direttore della Asl ci
consente oggi di affermare che l'idea dell'accorpamento oltre ad avere un
preciso orizzonte politico (quello della continuità dell'ospedale nel futuro)
ha anche un suo fondamento tecnico sanitario. Logico che in un ambito così
complesso come quello ospedaliero, parlando di soggetti con assetti societari e
giuridici diversi, occorra approfondire tutti i diversi aspetti connessi
all'accorpamento, per valutare correttamente e bilanciare i costi/benefici
dell'operazione. Per questo auspichiamo un dibattito ampio e approfondito sul
tema, senza preconcetti. Unica certezza dev'essere l'obiettivo essenziale da
cui parte la nostra proposta: ricercare una strada sicura per evitare che un
eventuale taglio dei piccoli ospedali disposto dall’alto ci colga di sorpresa,
annullando il patrimonio di esperienza e professionalità che oggi ruota attorno
al S. Maria Maddalena.
E' chiara e
perfino ovvia la nostra disponibilità al confronto anche con altre proposte che
possano venire dai soggetto più disparati, purché costituiscano alternative
egualmente efficaci, idonee ad evitare i rischi sopraesposti. Se qualcuno ha
idee migliori per mettere in sicurezza l'ospedale, siamo lieti di ascoltarle e
discuterne.
Scontata come
sempre, invece, la reazione inutilmente polemica di Buselli. Dimostrando fino a
che punto l'interesse per l'ospedale nel suo caso faccia rima con opportunità
elettorale, straparla senza cogliere nel segno del “patto territoriale”. Un
povero bastione di carta velina, buono da contrabbandare come elisir per
l'ospedale giusto ai suoi vocianti galoppini. Perfino i bambini sanno che i
vari protocolli ospedalieri, patti territoriali e compagnia bella sono impegni
generici che non vincolano in nessun modo un governo centrale, che può agire in
perfetta libertà. Se ci basassimo sull'efficacia di simili pezzi di carta,
staremmo freschi. Sarebbe come credere ai 40 milioni già stanziati per la 68, o
al nuovo cimitero da 6 milioni annunciato lo scorso anno, o al pareggio di
bilancio del S. Chiara.
Progetto Originario
giovedì 30 gennaio 2014
sabato 25 gennaio 2014
Un ospedale da 200 posti letto
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| L'area ospedaliera di Volterra |
Già
nella prima bozza di spending review del governo Monti comparve
ufficialmente la minaccia di chiusura per obbligo di legge dei
cosiddetti “piccoli ospedali”, quelli al di sotto dei 100 posti
letto. Più di recente, col governo delle larghe intese, sono
trapelate su tutti i giornali indiscrezioni sul taglio in blocco di
175 piccoli ospedali. Nella lista figurava anche il S. Maria
Maddalena di Volterra, con i suoi 55 posti letto ufficiali. Questi
allarmi per il momento sono rientrati sulla scorta delle reazioni
seguite ad una simile ipotesi. Tra cui ricordiamo le ferme posizioni
di alcuni presidenti di regione, non ultima quella di Enrico Rossi.
Tuttavia, col perdurare della crisi economica, con un debito pubblico
che non accenna a calare, non possiamo sottovalutare il rischio che
un prossimo piano di revisione della spesa pubblica finisca per
mettere in pratica la chiusura di molti nosocomi, incluso l'ospedale
di Volterra.
Eppure,
noi volterrani sappiamo che da anni il nostro comparto sanitario nel
suo insieme va ben oltre i 55 posti letto dell'ospedale, perché
affiancato e integrato alle due strutture per le riabilitazioni
cittadine, Auxilium Vitae e Inail, arrivando complessivamente a
gestire poco meno di 200 posti letto. Questa realtà composita, che
annovera riconosciute punte di eccellenza a livello regionale, è di
fatto molto di più di un “piccolo ospedale”. Da qui, dalla
consapevolezza del valore delle esperienze maturate in questi anni,
formuliamo una proposta alla città, alla Asl 5, alla Fondazione CRV
e alla Regione, per mettere definitivamente al riparo il comparto
sanitario volterrano da futuri colpi di mano sui piccoli ospedali,
ormai sempre più verosimili. Chiediamo di ragionare assieme
all'ipotesi di riportare il comparto delle riabilitazioni all'interno
dell'ambito Asl, così come accade già presso la Asl 1, in modo tale
da “compattare” e rafforzare tutte le risorse del settore.
D'altra parte, se domani un provvedimento di governo dovesse
sacrificare l'ospedale, anche il settore delle riabilitazioni
vedrebbe di conseguenza la sua sorte segnata a breve termine.
Abbiamo
deciso di portare all'attenzione della città questa proposta anche a
seguito dei tavoli di discussione e approfondimento intrapresi nelle
scorse settimane con le altre forze politiche cittadine, in cui
abbiamo trovato elementi incoraggianti di apertura e convergenza. Da
più parti si avverte ormai la necessità di rilanciare il tema del
futuro della sanità a Volterra attraverso uno scatto in avanti, dato
che gli atteggiamenti solo e soltanto difensivistici si sono rivelati
inadeguati e perdenti.
Sappiamo
che il percorso potrebbe non essere semplice e non ci nascondiamo
alcune oggettive difficoltà, ma nella fase attuale questa soluzione
ci sembra una via realistica per garantire un futuro importante e
duraturo alla sanità di Volterra e della Val di Cecina.
Progetto
Originario
giovedì 23 gennaio 2014
lunedì 28 novembre 2011
Preoccupazione per le dimissioni di Brunale
Apprendiamo con sorpresa unita a preoccupazione delle probabili dimissioni del Presidente Giovanni Brunale dall'Auxilium Vitae. Sappiamo che il centro per le riabilitazioni in questi ultimi due anni ha accusato difficoltà in ordine al proprio bilancio. Infatti, l'esercizio 2010 chiuse con una perdita di 548.000 euro e anche per l'anno in corso si sente parlare di previsioni vicine a 500.000 euro di perdita. Poiché questo risultato è anche frutto del tetto ai rimborsi imposto dalla Regione, crediamo che una personalità come il Presidente Brunale avesse le carte in regola per tentare nei prossimi mesi una mediazione efficace. Con le sue dimissioni, non sappiamo se chi lo sostituirà avrà la forza contrattuale sufficiente ad ottenere dalla Regione quanto serve ad Auxilium per rimettere in sesto i suoi bilanci. Questa incertezza ci preoccupa, soprattutto in prospettiva, pensando ai circa 180 dipendenti del centro di riabilitazioni e in misura minore alle proficue collaborazioni attivate da esso con il locale ospedale. In questo difficile e prolungato periodo di crisi economica le rassicurazioni offerte dalle recenti dichiarazioni del dott. Damone sono ben lontane dal tranquillizzarci. Ricordiamo che già alcuni mesi fa, prima che si parlasse delle dimissioni del Presidente Brunale, abbiamo tentato di farlo invitare dal Sindaco Buselli in Consiglio Comunale per illustrare la situazione di Auxilium Vitae e le sue strategie per il futuro dell'azienda. Purtroppo il Sindaco e la sua maggioranza assistita dalla consigliera Bassini, bocciando la nostra mozione, impedirono che l'invito a Brunale fosse perfezionato. Perciò adesso, al di là di rassicurazioni generiche e rituali, non abbiamo notizie certe sul futuro del centro di riabilitazioni volterrano. In un periodo in cui la Fondazione CRV non sembra potersi permettere di sostenere come in passato le realtà economiche locali, non possiamo non dirci preoccupati.
Commissione Sanità, Progetto Originario
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