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venerdì 14 marzo 2014

Un’occasione perduta

Si rincorrono varie versioni su come si andata la vicenda della rottura definitiva delle trattative tra il Pd e Progetto Originario. La motivazione vera, tralasciando quella legata ad antipatie personali che spesso toglie lucidità alla discussione, risiede sostanzialmente nella freddezza dimostrata verso la richiesta di cimentarsi in vere primarie di coalizione. Per vere intendo non come quelle del 2009. Si chiedeva una competizione degna di questo nome, le cui regole dovevano essere scritte dalla coalizione stessa, ma i cui tempi per la preparazione dovevano essere congrui, adeguati a favorire la conoscenza dei candidati e la necessaria informazione sulle loro idee. Progetto Originario sapeva benissimo di partire svantaggiato. Non solo perché presentava come candidata la sottoscritta, assai meno conosciuta di un Paterni che da anni calca la scena volterrana, ma soprattutto perché si metteva a competere con il candidato del Pd, quello che molti chiamano non a caso il “Partitone” ed i suoi potenti mezzi. Il rischio tuttavia valeva l’impresa, almeno per noi. Mai come in questo momento si respira insofferenza verso la politica autoreferenziale, con le sue scelte “calate dall’alto”. Né si può certo dire che i partiti o i movimenti politici siano largamente rappresentativi della società civile. Perfino sotto elezioni si vedono assemblee di attivisti con numeri veramente risicati a fronte di un corpo elettorale che a Volterra si aggira attorno a 8600 persone. Ben pochi, però, sembrano toccati da questo chiaro segno di disaffezione dei cittadini verso la politica, quasi fosse una dato normale, semplicemente da registrare. Sia chiaro che anche le primarie, specie se vissute come una formalità o peggio come l'espropriazione di un diritto, possono presentare parecchi difetti. Spesso, infatti, sono state usate come strumento per “investire” il candidato già prescelto e non per farlo competere con altri candidati, verificando quanto veramente suscitasse consenso nei futuri elettori.  Prova evidente è quanto raccontato in questi giorni nelle  pagine dei  quotidiani all'indomani delle primarie del centro sinistra del 9 marzo, celebrate in alcuni comuni limitrofi (ad esempio a Cecina ), dove vengono riferiti numerosi episodi poco edificanti. A Volterra, alla fine è prevalsa nella coalizione la logica della semplice sommatoria elettorale: se Rifondazione sta con il Pd (già dal 2009 in coalizione con SEL e IDV), ci dovrebbero essere voti sufficienti per vincere a man bassa contro Buselli; chi ce lo fa fare di rischiare? Chiuso il discorso. Al di là delle più semplicistiche previsioni elettorali, che peraltro non solo in me suscitano parecchi dubbi, questa a mio parere resta un’occasione mancata. Non tanto perché confidassi nella possibilità di una sintesi programmatica particolarmente avanzata, specialmente su alcuni temi bollenti come la sanità e la difesa del territorio. Quanto perché avrei voluto vedere un segnale chiaro di rinnovamento di mentalità, aspettandomi quell'apertura verso l'esterno che, invece, quando siamo arrivati al dunque, per l'ennesima volta è mancata. Ecco perché non condivido quanto scritto dalla neo-coalizione nello scorso numero de La Spalletta, ovvero che ci sarebbe stata da parte nostra una mancanza di fiducia verso i partiti. A mio avviso la fiducia non è qualcosa di innato. Si nutre di comportamenti coerenti, di atteggiamenti di rispetto dell'altro e segni tangibili di lealtà. Quando questi non si verificano, la fiducia non può esserci.

Sonia Guarneri - Progetto Originario

Un voltafaccia annunciato

Dopo l’indietro tutta del Pd volterrano sulle primarie di coalizione e in seguito alla nostre (scontate) reazioni affidate ai giornali, un amico sicuramente molto più addentro di noi al partito democratico cittadino, ci ha dato degli ingenui. E a dirla tutta la sua interpretazione, col senno di poi, rimettendo in fila i successivi eventi, risulta piuttosto convincente.
A suo parere i vertici del Pd locale non hanno mai avuto la reale intenzione di celebrare vere primarie sul candidato sindaco. Il pronunciamento in favore delle primarie di coalizione del 26 gennaio scorso, in realtà, sarebbe stato solo un espediente per scongiurare le primarie di partito, tutte interne al Pd, tra Paterni e Santi.
Questo, infatti, era il primo scenario che l’attuale gruppo dirigente del Pd voleva in tutti i modi evitare. Per scansare il confronto con l’elettorato, l’argomento usato fu la necessità strategica di puntare sulle primarie di coalizione, per allargare l’alleanza a Progetto Originario.  Perché ovviamente per ragioni di tempo e di statuto non si potevano celebrare due primarie: quelle di partito prima e quelle di coalizione dopo. Soltanto che, una volta scongiurate le primarie di partito ed eliminato così Santi dalla lizza per il candidato sindaco, sono subito affiorate le vere intenzioni del vertice del Pd, che nel giro di pochissimi giorni, ha innestato la retromarcia anche rispetto alle primarie di coalizione.  Perché ovviamente il confronto diretto con la volontà dei cittadini anche in questo caso era giudicato avventuristico e quindi troppo pericoloso. Ecco spiegato il motivo per cui la dirigenza del Pd volterrano nel giro di un mese avrebbe prima approvato (il 26 gennaio) e poi bocciato (il 26 febbraio) le primarie di coalizione. Non si tratterebbe, quindi, né di un improvviso ripensamento né di un attacco di follia, ma solo di puri tatticismi per superare quelli che venivano visti come ostacoli successivi ma del tutto identici.
Una chiave di lettura niente affatto improbabile per spiegare un comportamento in realtà assai strano, su cui ognuno è libero di farsi l’idea che crede.


Progetto Originario 

sabato 8 marzo 2014

No primarie, no party



Sono occorsi più di 20 giorni di tempo per stanare i dirigenti del Pd volterrano, ma alla fine hanno dovuto ammettere le loro vere intenzioni: non hanno nessunissima voglia di misurare i rispettivi candidati con le primarie di coalizione. La decisione contraddice quanto deliberato dallo stesso partito democratico appena un mese fa, ma il voltafaccia di Bettini e soci era nell'aria da tempo. Il giorno 27 febbraio il vertice del Partito Democratico ha deliberato che le primarie di coalizione non si faranno, punto. A dispetto degli accordi, nessuna comunicazione ufficiale è stata recapitata a noi di Progetto Originario, che abbiamo appreso dell'esito del voto avvenuto in sede PD solo attraverso le solite indiscrezioni. Che il PD si preparasse ad un clamoroso dietrofront era però ormai chiaro. Già il discorso di Paterni in conclusione della prima riunione di “coalizione”, il 6 febbraio, fu piuttosto esplicito. Disse che intendeva avvalersi di una “maggioranza blindata”, per cui le diverse forze politiche avrebbero dovuto lavorare esclusivamente al programma fin nei più minuti dettagli, “anche per 3 mesi filati, se occorreva”. La conclusione del ragionamento di Paterni fu, poi, molto “umana”: dopo quel lungo percorso, solo se fosse avanzato anche un giorno per occuparsi delle primarie di coalizione, quello avrebbe dovuto bastarci (rivolgendosi naturalmente a noi di PO).  In quell'occasione nessun rappresentante del Pd smentì o corresse la linea annunciata in modo così reciso dal proprio candidato.
Eppure, noi di Progetto Originario avevamo messo in chiaro da molto tempo al segretario Bettini, che la celebrazione di primarie di coalizione era tra le nostre condizioni irrinunciabili per far parte della coalizione, ricevendo in un primo tempo, di rimando, timide rassicurazioni. Quell'impegno, alla prova dei fatti, ha retto per meno di un mese.
Cambiando opinione, la direzione del Pd volterrano a noi ha dato prova di inaffidabilità; ma ha anche dimostrato quanto poco si fidi dei propri concittadini, negando la possibilità di una libera consultazione popolare sul nome del prossimo candidato sindaco. Segno evidente che i vertici del partito non hanno ancora maturato la cultura del confronto aperto con la propria base elettorale, come i più onesti di loro a quattr'occhi ammettono apertamente.
Va detto che la decisione finale assunta dai vertici del Pd non ci meraviglia più di tanto: chiunque abbia avuto occasione di parlare con la gente per strada, avrà abbondantemente constatato quanti malumori abbia suscitato l'investitura di una figura come Paterni, carattere controverso e con un passato politico fin troppo lungo alle spalle. Non a caso i buselliani sono apparsi subito entusiasti per la scelta compiuta dagli avversari.
E' chiaro che l'esito delle primarie con un candidato forte come Sonia Guarneri ha preso mano a mano i contorni di un'avventura troppo rischiosa per chi non è abituato a vedersi scavalcare nelle decisioni finali.
Dal giorno dopo, come c'era da attendersi, il Pd non ha avuto il coraggio per assumersi pubblicamente la responsabilità della propria decisione ed ha iniziato ad accampare scuse, avverse alle più elementari regole della logica. Non è certamente Progetto Originario che poteva avere interesse ad evitare le primarie. Per quale motivo, se le abbiamo sostenute a gran voce in ogni sede?
Adesso constatiamo che, malgrado tutti i tentativi per raggiungere un'intesa, il dado è tratto. Noi di PO andremo alle elezioni da soli, con la nostra lista alternativa a Buselli e a Paterni. Abbiamo già sperimentato una volta, 5 anni fa, cosa significhi stringere i denti, per cercare di tenere insieme una maggioranza con chi dimostra di non meritare fiducia. Se commettessimo di nuovo un simile errore, non ci sapremmo perdonare.

Progetto Originario

Indietro tutta del PD sulle primarie




La parola fine non è venuta attraverso una comunicazione ufficiale, ma anche il silenzio in certi casi è eloquente. La ratifica di una decisione ormai scontata da parte dei vertici del Pd è stata deliberata giovedì 27. Mentre, il giorno precedente, nella sede di Progetto Originario si era tenuta la riunione decisiva tra i rappresentanti della potenziale coalizione di centrosinistra per verificare la reale volontà delle varie forze politiche di sottoporre al voto degli elettori gli aspiranti candidati sindaco, Paterni (Pd) e Guarneri (PO). Contraddicendo le rassicurazioni ribadite fino a un mese fa, la maggioranza dei membri del Pd ha di fatto chiuso ogni spiraglio alle consultazioni nel centrosinistra, mandando alle ortiche l’alleanza con PO. Infatti, da tempo i dirigenti del Pd volterrano sapevano che una delle condizioni necessarie per raggiungere l’intesa erano le primarie di coalizione. Per tutto il mese di gennaio questa sembrava una condizione accettata dal Pd, ma arrivati al dunque, i vertici del partito non se la sono sentita di rischiare la consultazione popolare. Come ha ammesso onestamente un membro dei renziani alla riunione del 26, la dirigenza del partito democratico di Volterra non è ancora abituata a mettere in gioco il proprio candidato attraverso primarie vere. L’unica sfida di cui si ha memoria, quella del 2009 tra Dello Sbarba e Ginesi, assomigliava molto di più ad un’investitura per acclamazione che ad una competizione reale, mentre il confronto tra Guarneri e Paterni rischiava di essere troppo incerto per una dirigenza poco abituata a confrontarsi con l’esterno. La decisione contraddice platealmente quanto deliberato dallo stesso Pd appena un mese fa, ma il voltafaccia di Bettini e soci era nell'aria almeno dal 6 febbraio scorso. In quella data si tenne la prima riunione di coalizione, i vertici del Pd sostennero recisamente che il tema delle primarie doveva uscire sine die dall’ordine del giorno del tavolo tra alleati. Anche quella sera il solito esponente renziano provò a ricordare che l'assemblea del Pd aveva votato il 24 gennaio per le primarie di coalizione, ma fu subito platealmente corretto dal segretario Bettini, che ci tenne a precisare che la loro assemblea non aveva votato per le primarie di coalizione, ma “solo per la possibilità” che ci fossero primarie di coalizione. Una puntualizzazione in vetero politichese, che fu colta dagli esponenti di PO presenti all’incontro come un gran brutto segno per l'avvenire.
A questo punto non ci resta che costituire una nostra lista elettorale, che sia alternativa a UpV ma anche al Pd. Perché quando di una forza politica dimostra nei fatti di non essere affidabile già dai primissimi passi di un percorso comune, come potremmo sperare che tenga fede ai difficili impegni programmatici e di metodo nel corso di 5 lunghi anni?

Progetto Originario



sabato 1 febbraio 2014

Rinnovamento e competenza

Il Tirreno 13 gennaio 2014

Sonia Guarneri candidata Sindaco


Sonia Guarneri

Martedì sera, l’assemblea convocata nella sede di Progetto Originario ha deliberato con voto unanime il nome del proprio candidato Sindaco alle prossime elezioni amministrative. Sarà l’avvocato Sonia Guarneri, membro del gruppo consiliare di PO ed ex assessore alle Politiche Sociali del Comune nella prima Giunta Buselli assieme a Bernardini, ma anche al prof. Furlanis e all’arch. Fambrini.
La candidatura di Guarneri è stata auspicata da più parti, da settori della società civile, dell’associazionismo e della politica, per cui la scelta dell’assemblea è maturata in un clima particolarmente favorevole, fino a risultare quasi spontanea.
I principali motivi con i quali è stata giustificata l’investitura di Sonia Guarneri sono la competenza, l’integrità, la capacità di ascolto. Proprio il caso di Volterra dimostra che nell’amministrazione di un Comune oggi non si possa più fare a meno di un adeguato tasso di competenza tecnica e giuridica. Per non cadere nell’improvvisazione amministrativa, che finisce per produrre immancabilmente disservizi e sprechi. Per avere un buon amministratore la competenza deve unirsi alle qualità etiche della persona, che sappia porre il bene del Comune al di sopra dell’interesse di parte. E sotto questo profilo consideriamo la consigliera di PO una candidata inappuntabile. Il buon esito dei rapporti istituzionali ma soprattutto le esigenze dei cittadini richiedono al futuro Sindaco di Volterra anche apertura e capacità di ascolto. Doti che Guarneri ha ampiamente dimostrato nel periodo in cui ha guidato le politiche sociali del Comune.  
Infine, va sottolineato il valore di rinnovamento e l’investimento sul futuro che Progetto Originario mette a disposizione della città con la candidatura di Sonia Guarneri. Volterra ha un estremo bisogno di dare spazio al rinnovamento per non ritrovarsi ancora una volta ripiegata su se stessa. Ha bisogno d’investire sulle sue migliori risorse umane, quelle che sono riuscite a farsi spazio in questi ultimi anni, pur trovando un contesto assai più difficile rispetto al passato. La città esprime ancora energie vive e valori positivi. Occorre dar loro fiducia.
Progetto Originario

sabato 25 gennaio 2014

Primarie di coalizione

La Nazione 25 gennaio 2014

La scelta ai cittadini

Apprendiamo che questa settimana il Partito Democratico, dopo una serie di consultazioni interne ed esterne, ha scelto il suo aspirante capolista, individuando l'ex direttore del Consorzio Turistico Paolo Paterni. Una persona che negli anni ha dimostrato di saper fare l'amministratore ma anche di saper prendere decisioni personali difficili nei momenti opportuni. Detto questo riteniamo che debbano necessariamente essere valutate anche altre opzioni.
Come abbiamo già avuto modo di puntualizzare in precedenti interventi, il gruppo di Progetto Originario in questa prima fase di consultazioni con le altre forze politiche ha preferito focalizzare la sua attenzione sul programma elettorale e sugli indirizzi politici della futura coalizione. Possiamo tranquillamente chiarire che i temi sviluppati (e in parte ancora in fase di discussione) sono: il futuro della sanità locale, la gestione del territorio e delle sue risorse, la necessità di maggior trasparenza e imparzialità da parte dell'amministrazione.
Se riusciremo ad accordarci su presupposti programmatici comuni, insieme dovremo affrontare anche la scelta definitiva del capolista, in modo aperto e plurale. Poiché le diverse forze politiche esprimono una oggettiva pluralità di sensibilità, ma soprattutto per rivitalizzare il rapporto di fiducia tra politica e cittadini, riteniamo sia indispensabile, nella scelta del capolista, fare ricorso alla forma più democratica, ovvero alle primarie di coalizione. Anch'esse non sono uno strumento privo di difetti, ma probabilmente restano il metodo meno imperfetto. Quantomeno, nell'era delle alchimie elettorali e delle liste bloccate, serviranno a mettere alla prova e perfezionare la sintonia tra rappresentanti e rappresentati.

Progetto Originario