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| Comunità per adolescenti prevista dalla Asl 5 a Larderello |
Progetto per Volterra è una derivazione del gruppo Progetto Originario, nato dalla scissione della Lista Civica Uniti per Volterra. Si è candidato alle amministrative del 2014. Sarà rappresentato in Consiglio Comunale da Sonia Guarneri.
lunedì 12 agosto 2013
venerdì 9 agosto 2013
venerdì 2 agosto 2013
A responsabilità limitata
Quest’ultima
settimana ci è capitato di passare un paio di volte dal marciapiede
che costeggia il lato nord del parcheggio di Vallebona. Visto il
nuovo impiego del parcheggio, riservato solo ai residenti muniti di
contrassegno, abbiamo rapidamente verificato la presenza del
tagliando sul cruscotto delle auto in sosta. Questo è quanto abbiamo
osservato. Sabato 27 luglio, intorno alle 19,30 lungo il lato del
marciapiede che costeggia Viale Ferrucci, le auto munite del
contrassegno dei residenti risultarono 14; 2 avevano il contrassegno
per disabili e 12 erano prive di qualsiasi tagliando. Nessuna di
queste era stata sanzionata dalla multa. Due giorni dopo, lunedì 29,
un'analoga verifica è stata eseguita nel primo pomeriggio, alle ore
15,00 circa. In quest’occasione furono due le file di auto
osservate: la solita fila adiacente al marciapiede e quella
immediatamente più interna. Anche in questo caso molte auto non
avrebbero avuto diritto di parcheggiare in quegli spazi, infatti 33
avevano il tesserino dei residenti sul cruscotto, 3 esibivano quello
dei disabili e ben 21 automobili non mostravano alcun segno di
identificazione. Sicuramente la gran parte di queste 21 auto
apparteneva a turisti in visita a Volterra; a riprova di ciò
possiamo aggiungere che 5-6 di queste mostravano l’inconfondibile
targa con lo sfondo giallo, caratteristica delle automobili
provenienti dai Paesi Bassi. Anche in questo caso nessuna delle auto
prive di tagliando era stata sanzionata con la multa. Non è
verosimile immaginare che la polizia municipale abbia deciso di
propria iniziativa di trascurare per settimane la verifica del
rispetto del nuovo regolamento nel parcheggio più importante
presente in città.
Ora,
come abbiamo già affermato in precedenti occasioni, Progetto
Originario è contrario alla dura penalizzazione a cui il recente
riassetto dei parcheggi deciso dalla Giunta sottopone i turisti. Per
cui se l’Amministrazione volesse trovare una soluzione diversa
dall’attuale, un pò più riguardosa verso i bisogni di turisti e
lavoratori non residenti, certamente la saluteremmo con simpatia.
Però si dà il caso che le regole attuali siano state fortemente
volute da questa amministrazione, che prima le ha solennemente
annunciate, poi le ha lungamente sperimentate e infine varate,
prevedendo di riservare l’intero parcheggio di Vallebona ai soli
residenti. Se questo è quanto prevedono le nuove norme comunali, ci
aspettiamo che vengano fatte rispettare, come avverrebbe in qualsiasi
municipio serio. Cosa manca? Manca l'assunzione di responsabilità,
da parte della Giunta Comunale, rispetto ai provvedimenti che lei
stessa ha emanato. Infatti, questa Amministrazione sembra
specializzata nel tirare il sasso e nascondere la mano, continuando
all’infinito a schivare le responsabilità delle proprie scelte.
Ribadiamo: non avremmo nulla in contrario se il sindaco e la Giunta
annunciassero un sopraggiunto ripensamento che annullasse la
destinazione attuale del parcheggio. Ma è inammissibile andare
avanti così continuando a far finta che le regole in corso non
esistano, sebbene siano pienamente in vigore da oltre un mese. Non è
rispettoso verso quei cittadini che hanno fatto la fila davanti
all’URP per ottenere l’apposito tesserino di residente (pagando 5
euro) e non è rispettoso nemmeno per quei dipendenti che non sono
messi in condizione di lavorare come dovrebbero.
Intanto,
segnaliamo che al momento in cui scriviamo, dopo 2 mesi dalla sua
presentazione, non abbiamo ancora ricevuto risposta dal sindaco alla
nostra interrogazione sulla conformità dei parcheggi presenti in
città, nonostante i tempi previsti siano scaduti da ben 25 giorni.
Progetto
Originario
Tre notizie da spiaggia
Dato
che il caldo afoso della piena estate induce alla rilassatezza, e per
chi può permetterselo al riposo e allo svago, pensiamo di fare cosa
gradita ai lettori segnalando tre notiziole apparse proprio in questo
periodo, forse poco valorizzate.
Il
28 luglio, in un Consiglio Comunale di mezza estate tenutosi a
Bologna, una larga maggioranza (Pd, Pdl e lega) ha deciso di non
tenere conto dell'esito del referendum consultivo che chiedeva di
destinare per intero gli insufficienti fondi comunali alla scuola
pubblica, evitando di finanziare, in una fase di estreme
ristrettezze, con un milione di euro le scuole paritarie (in
definitiva le scuole private delle organizzazioni cattoliche). Hanno
votato contro il provvedimento firmato da un montiano del Centro
Democratico i gruppi consiliari di 5 Stelle e Sel, mentre un solo
consigliere del Pd, della corrente dei renziani, si è
coraggiosamente astenuto. Il comitato promotore del referendum ha
parlato di ipocrisia, mentre il sindaco Merola ha dichiarato di non
temere la convergenza tra Pd e partiti della destra. Il Consiglio si
consumava mentre Papa Francesco, durante il volo da Rio a Roma,
dichiarava ai giornalisti presenti che tutte le lobby non vanno bene.
Passiamo
alla laguna di Venezia. Qui, un'indagine delle Fiamme Gialle ha messo
in seria discussione il Consorzio Venezia Nuova, che gestisce i fondi
per la costruzione del Mose, l'opera ciclopica che dovrebbe salvare
la città dall'acqua alta. La fine dei lavori è prevista per il 2016
e il costo totale dell'opera è stimato in 5.493 milioni di euro. Nel
corso dell'indagine è stato arrestato il presidente del Consorzio
Venezia Nuova, Mazzacurati, assieme a numerose altre persone accusate
di turbativa d'asta (per aver pilotato l'assegnazione di appalti) e
emissione di fatture false che si pensa servissero per creare fondi
neri. Il fascicolo comprende ben 740 pagine di cui ben 400 sono
coperte da omissis. Pare, infatti, che su molte figure di primo piano
siano in corso ulteriori indagini (unico politico ufficialmente
coinvolto finora è il sindaco di Venezia, Orsoni, alla guida di una
maggioranza che va dal Pd all'Udc). Sotto la lente soprattutto i
flussi di denaro che dal Consorzio sarebbero approdati ai soggetti
più disparati. Sfiorati dall'indagine anche Gianni e Enrico Letta.
Il Presidente del Consiglio a causa della perquisizione che avrebbe
avuto luogo nella sede romana della sua Fondazione, “VeDrò”, a
cui sarebbero arrivate sponsorizzazioni del Consorzio veneziano nel
2011 e nel 2012.
L'ultima
notizia da spiaggia riguarda il sistema sanitario nazionale ed è
ripresa da un'inchiesta de L'Epresso del 1 luglio. Da questa
apprendiamo che per la prima volta in Italia due farmaci salvavita
contro il cancro sono disponibili solo a pagamento. Chi vuole curarsi
dovrà pagare più di 1.000 euro alla settimana. In attesa che la
Costituzione venga cambiata, è stata semplicemente dimenticata.
Infatti le autorità sanitarie il 27 maggio scorso hanno deciso che
il Pertuzumab (Roche) e l'Afibercept (Sanofi-Aventis) siano ammessi
alle farmacie ma a totale carico del malato. Il primo costa 6.000€
per le prime due somministrazioni e poi 3.000 ogni 21 giorni, mentre
il secondo dovrebbe incidere per 4.000 euro ogni tre settimane.
Ripetiamo: per la prima volta due farmaci salvavita sono stati
ammessi dal servizio sanitario nazionale ma non rimborsati. Infatti,
la nostra decennale Costituzione e i suoi garanti non hanno evitato
che il ministro Balduzzi del governo Monti varasse una norma che
permette che anche i farmaci ammessi come efficaci possano non essere
ammessi al rimborso dal Ssn. Temporaneamente, un avverbio che in
Italia sembra leggero come una piuma. Buone vacanze.
Progetto
Originario
Partiti i varchi elettronici
In
questi giorni sono piovute su molti cittadini una raffica di multe
per l’accesso nel centro storico fuori dagli orari consentiti. Si
sa l’occhio attento delle telecamere non perdona e i cittadini
anche quando semplicemente distratti o disinformati, ne pagano le
conseguenze, magari collezionando contravvenzioni multiple nella
stessa giornata. Non sorprende, quindi, vedere in questi giorni la
folla di cittadini che invade gli uffici della Polizia Municipale o
che chiedono di spiegare le loro ragioni al sindaco.
Se
da una parte è giusto regolamentare il centro storico, è anche vero
che quando si introducono regole così stringenti, è d’obbligo
accompagnarle con una campagna di informazione capillare.
Vi
sono comuni che quando hanno deciso di installare i varchi
elettronici, hanno inviato ai cittadini lettere, famiglia per
famiglia, con le quali li si avvisava che da una certa data in poi
si correva il rischio del verbale. Altri ancora, iniziata la fase di
sperimentazione, hanno recapitato lettere ai cittadini-trasgressori
per avvisarli che il tal giorno avevano compiuto un’infrazione e
che da una certa data in avanti tali condotte sarebbero state
sanzionate con conseguente notifica di veri e propri verbali di
contestazione.
Affidare
la comunicazione solo ad un paio di articoli sulla Nazione o sul sito
del Comune è obiettivamente un po’ poco, soprattutto perché alla
fine si incide pesantemente sulle tasche dei cittadini vessati da
decine di multe in pochi giorni per la felicità delle casse
comunali.
Sarebbe
assurdo che si ripetesse anche qui a Volterra quello che successe
qualche anno fa a Riparbella con le multe elevate con l’autovelox
della Melatina. Centinaia di cittadini intasarono gli uffici del
Giudice di Pace di Cecina con i loro ricorsi tanto che alla fine
furono spesi migliaia di euro (di soldi pubblici) dal Comune per
difendersi.
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