venerdì 8 ottobre 2010

Monza, vantava laurea e master
Ma ha solo la licenza media


Emanuele Orsi

Monza - È sparito nel nulla il 36enne monzese che, grazie a curricula fasulli, ha ingannato il Comune di Volterra, guadagnandosi cariche in aziende partecipate e strutture sanitarie pubbliche. Le lauree e i dottorati elencati nei curricula hanno convinto l'amministrazione toscana ad assegnargli incarichi importanti, ma a quanto risulta dall'ufficio anagrafe monzese Orsi sarebbe in possesso della sola licenza media. A Volterra, provincia di Pisa, Emanuele Orsi, che non risiede più a Monza da 4 anni, ricopriva, prima di essere scoperto, la carica di presidente della casa di riposo Santa Chiara, gestita dal Comune (compenso di 15mila euro annui) e di amministratore unico della Asav (6.500 euro annui), società pubblica che gestisce i rifiuti. Il sedicente esperto di bilanci ha presentato due curricula discordanti a Comune e azienda pubblica per ottenere i due incarichi e la questione non è passata inosservata alle forze di opposizione della città toscana che hanno fatto scoppiare il caso, gettando nell'imbarazzo l'amministrazione e costringendo Orsi alle dimissioni.
Due curricula contraddittori - In un curriculum Orsi dichiarava di essere laureato in Economia aziendale a Milano, nell'altro, invece, a Firenze (sempre nello stesso anno, il 2003). Il 36enne, inoltre, asseriva di avereanche un dottorato in Disciplina d'impresa all'università Bocconi di Milano. Orsi avrebbe anche sostenuto di aver avruto un impiego nel Gruppo Fontana di Veduggio (nel settore business development e pianificazione strategica): ma dalla azienda, a domanda precisa, è arrivata una netta smentita. Non contento, il monzese, ha asserito (solo nel curriculum spedito all'Asav) anche di essere anche stato sottufficiale della Guardia di Finanza, incaricato nel settore logistica e trasporto al comando generale di Roma con esperienze presso comandi di interforze per le spedizioni out of area in Somalia e Albania. Orsi si dimostra confuso anche sulla conoscenza delle lingue straniere dato che nel curriculum spedito al Comune (che gli è valso la carica di presidente della Santa Chiara) dice di conoscere a buon livello l'inglese, lo spagnolo, il portoghese e il francese, lingua, quest'ultima, che non risulta nel curriculum spedito alla società partecipata Asav.
Licenza media - La sequela di titoli snocciolati da Orsi viene smentito dai dati dell'ufficio Angrafe di Monza che sentenzia: «Orsi non risiede più a Monza da 4 anni e ha soltanto la licenza media».
Andrea Trentini

Da Il Cittadino di Monza e Brianza - Cronaca

Karl R. Popper


 Passiamo al problema del potere politico. Platone formulava il problema in questo modo: chi deve comandare? In pochi o in molti? La risposta era: deve comandare il migliore! Sarebbe stata anche la risposta di Mussolini o di Hitler. La domanda rimase essenzialmente sempre la stessa. Marx, appunto, si chiese: Chi deve comandare? I capitalisti o i lavoratori?
Ma la domanda “Chi deve comandare?” è mal posta. Ho proposto di sostituirla con un’altra, e cioè con la domanda: come possiamo organizzare lo Stato e il governo in modo tale che anche i governanti cattivi non possano provocare danni troppo grandi?
…
In politica, come in altri campi, commettiamo sempre errori ma possiamo sempre sforzarci di trarne feconde lezioni. Andare a caccia dei nostri errori, leggerli per imparare da essi è quello che io chiamo “atteggiamento razionale”, il quale è sempre in opposizione all’autoritarismo: in politica questo metodo dell’apprendimento tramite i nostri errori si fonda sulla libera critica e sull’aperta discussione delle decisioni prese dal governo.

(Karl R. Popper, Come controllare chi comanda)

domenica 3 ottobre 2010

Il Consiglio Comunale del 1 Ottobre

S. Chiara, il Cda resta in carica

VOLTERRA. In bilico tra Santa Chiara e “falsi manager”. Sulle dimissioni o meno del Cda della casa di riposo si spacca, di fatto, la maggioranza e la governabilità del Comune vacilla sempre più. Da una parte gli “scissionisti” ex buselliani che votano insieme alle opposizioni di centro sinistra per chiedere al sindaco di accettare la scelta dei consiglieri di amministrazione, dall’altra il primo cittadino e tutti gli irriducibili di Uniti per Volterra che respingono il documento.  Dieci voti a dieci, nelle file di Città aperta manca Pierluigi Dei, l’assenza è decisiva per la volata di quel che resta della maggioranza. Ma la diagnosi del consiglio comunale è chiara: l’amministrazione volterrana è malata. Il virus si chiama crisi politica e si manifesta in una seduta fiume. Che scivola via in un Palazzo dei Priori stile curva da stadio tra colpi di scena, presunte irregolarità - tipo l’intervento di un non consigliere comunale-, richiami all’ordine con tanto di arrivo sul finale di due agenti della Digos.  La città vuole sapere come la giunta si rialzerà dopo il terremoto del super esperto millantatore Emanuele Orsi, alla guida delle 2 aziende pubbliche Santa Chiara e Asav. Il “po po’ di consulente” - un po’ di ironia di Rosa Dello Sbarba - consigliere politico dell’assessore al bilancio Paolo Moschi che rappresentava il Comune pure al Siaf e che in un anno di incarichi si è messo in tasca oltre 20mila euro di soldi pubblici. «Non cerco capri espiatori, sono io che ho fatto le nomine e sto facendo verifiche per accertare eventuali danni. Non metto in discussione il lavoro del cda dell’ente», esordisce il sindaco. Il caos è totale. Si comincia con la richiesta di revoca del cda della residenza per anziani sottoscritta da Città Aperta e La Sinistra per Volterra. Ma per un “disguido” - lo definisce Marco Buselli - la mozione non viene discussa. Poco male, dopo 3 ore di accese dibattito salta fuori alle 19.30 che la mattina stessa il Cda aveva rassegnato le dimissioni. Lo svela Fabio Bernardini, uno dei 4 assessori dissidenti a cui si aggiunge, ormai ufficialmente la capogruppo Elisa Tonelli - il cui voto ha spiazzato gli ex compagni - «Anch’io sono responsabile di una parte degli errori: ho controllato poco”. Chiede scusa anche per la questione del “diritto naturale” con cui la giunta giustificò, senza formalizzare in alcun modo, l’incarico di Orsi come consigliere ad personam di Moschi. E’ lui a proporre che la mozione di Città Aperta sia emendata, togliendo la parte legata alla richiesta di revoca per aggiungere l’invito al sindaco di accettare le dimissioni. Anche la collega dissidente Sonia Guarneri si scusa con la città, dipendenti e utenti del Santa Chiara. Un sonoro mea culpa. «Questa amministrazione ha sbagliato e io come assessore al sociale mi sono fidata di uno che veniva presentato come un genio della finanza. Se - e sottolinea il se - resterò assessore non ci sarà mai più un cda che non riferisce dell’operato all’amministrazione, che per legge ha il dovere di controllo». Gli interventi si rincorrono. Ad un vicesindaco alterato che non risparmia attacchi anche personali a Dello Sbarba, fa eco Paolo Moschi: «Sono molto rammaricato, preciso che Orsi già nel 2001 era a Volterra per fare corsi di formazione, quindi non è arrivato con questa giunta». Buselli prende la parola alla fine. Fa la cronistoria dei fatti. Non giustifica i silenzi. Parla del buco a bilancio del Santa Chiara. Il discorso prende altre vie, il pubblico mormora.  Poi al voto finale, qualcuno parla di comiche: come per magia la votazione diventa doppia. Il sindaco prima non vota. Si ripete.  Alza la mano e chiede una sospensione temporanea prima della votazione del documento emendato, che alla fine non passa. Scoppia il caos e i dubbi sulla irregolarità lievitano. - Francesca Suggi




Da La Nazione 2 Ottobre 2010 :